Archivio mensile:ottobre 2013

international-olive-oil-agency

Maestri di frantoio

Corso TECNICO per la formazione, il perfezionamento e la corretta gestione del frantoio oleario.

Per il miglioramento della qualità, la diversificazione del prodotto e l’incremento delle attività commerciali, tra adempimenti tecnici e cavilli burocratici

international-olive-oil-agency

A Roma il 24, 25 e 26 febbraio presso la Fondazione Rui – Sala Celimontano, a due passi dalla Stazione Termini.

Il corso Maestri di frantoio, aperto a tutti, nasce con l’intento di trasferire un insieme di conoscenze e know-how indispensabili per tutti gli addetti al frantoio ed alla commercializzazione e valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

L’obiettivo è quello di formare e fornire un costante aggiornamento professionale ai Maestri di Frantoio, una figura professionale capace di gestire in maniera ottimale il frantoio, con una visione a 360° di tutte le dinamiche produttive e commerciali dell’ olio di oliva: a partire dalla trasformazione, anche alla luce delle più innovative tecnologie e tecniche, passando per il confezionamento, commercializzazione e promozione dell’olio di oliva.

Particolare attenzione sarà posta sulla gestione tecnica e burocratica del frantoio oleario e sulla diversificazione delle tecniche estrattive per la differenziazione ed il miglioramento del prodotto, con approfondimenti sulle strategie del marketing e la comunicazione commerciale per la valorizzazione del prodotto.

Particolare attenzione verrà posta alla nuove norme che prevede “l’avvio automatico di un piano straordinario di sorveglianza dell’impresa” da parte delle autorità di controllo con gli oneri di accertamento a carico dell’impresa.

Condizioni particolari riservate a studenti, dottorandi, assegnisti, borsisti, tesisti e altri delle Facoltà di Agraria. Particolari condizioni per due o più iscritti provenienti dalla stessa azienda.

suit-inn-udine

Quando le “stelle” non contano…

Ma solo la soddisfazione del cliente

suit-inn-udineLo standard dell’ospitalità è un valore che non è sempre classificabile con parametri di base, quali stelle, spighe o qualsivoglia simbolo codificato che lo dovrebbero rappresentare.
Mi viene in mente il motto di una vecchia pubblicità che diceva:”…le stelle sono tante, milioni di milioni…”
Ed è proprio vero, ma le tante che contornano il mondo dell’Ospitalità, salvo poche eccezioni, brillano di una luce oramai troppo tenue o talvolta assente.

Lo Standard si conclama e trova origine nell’istituzione delle procedure operative e nell’ossessione del dettaglio che ogni azienda deve avere e osservare scrupolosamente al suo interno per il fine ultimo: la soddisfazione del cliente.

Può succedere, infatti che, con immensa sorpresa, un hotel tre stelle possa offrire molto e molto di più di quanto ne faccia uno di quattro o talvolta anche a cinque stelle.
A testimoniarlo è un ispettore di HSQ – High Standard Quality, struttura specializzata nella verifica degli standard qualitativi delle strutture ricettive, che, in viaggio privato ha scoperto un deliziosissimo e discreto albergo tre stelle, il Suit Inn, a Udine: niente di appariscente nella sua facciata, situato in una zona trafficata che però ti lasci subito alle spalle varcando la soglia di ingresso, dopo aver lasciato l’auto nel comodo parcheggio gratuito(cosa rara).
Quello che sorprende all’arrivo è la professionalità del personale: efficientissimo, preparato sulle opportunità della città e soprattutto che emana una sincera cordialità, con l’immediata registrazione dei documenti (senza fotocopie degli stessi o assurde firme su schede di registrazione, da tempo oramai abolite).
Le camere sono spaziose, pulitissime, arredate con gusto e curate nei minimi dettagli: dalla piega dell’asciugamano al filo di raffia del rotolo della carta igienica, dalle luci ben dosate ai tendaggi. Tutto evidenzia un’assoluta cura del dettaglio che contribuisce a farti sentire il benvenuto.
La sorpresa più grande però, la rileva la prima colazione: non ti aspetti che una piccola sala, intravista all’arrivo, si trasformi in un’accogliente area colazione, allestita con ingegneristiche soluzioni e, soprattutto, ricca, ricchissima di bontà, tutte di alta qualità. Dolce o salato che si scelga, il palato non sarà deluso; pasticceria artigianale con cornetti, Kipfel, e altri prodotti da colazione in formato ridotto, pane ancora profumato di forno, marmellate eccellenti e yogurt con composte di frutta o aromatizzati sapientemente, serviti in vasetti di vetro che ricordano i vecchi barattoli delle conserve. Ti siedi e senti il calore di casa!
Cosa assolutamente rara di questi tempi, dove le grandi catene alberghiere si sono strutturate sulla massificazione del servizio e i piccoli alberghi hanno perso di vista il piacere di ospitare. O sei il numero della tua camera e nulla di più o sei un viandante che deve adattarsi a ciò che trova lungo il suo cammino.
La prima esperienza al Suit Inn di Udine risale al gennaio 2012 e l’ultima, lo scorso settembre, ha confermato che l’elevato standard di servizio per questo albergo è la regola chiave per il successo.

A cura del servizio ispettivo HSQ – High Standard Quality

di HSQ - High Standard Quality
moscato-terracina

Moscato di Terracina

moscato-terracinaTesi storiche ed archeologiche, confortate nella mitologia e nella leggenda da Omero e Virgilio,
cantano le coste meridionali del Lazio, quali luoghi dei leggendari sbarchi di Ulisse e di Enea, e secondo Omero la Maga Circe si servì dell’inebriante profumo e dell’incantevole bouquet del vino, creato con le solari e pregiate uve moscato di Terracina, per ammaliare e legare a sé Ulisse ed i suoi marinai.

Lo stesso Orazio nelle Satire pone l”attenzione su un territorio fertilmente favorevole che sorge tra il promontorio del Circeo e la penisola di Gaeta: “Impositum saxis late candentibus Anxur” (Anxur è appunto il nome antico di Terracina), e dove l’uva e la viticoltura come si può bene evincere hanno naturalmente una tradizione di lunghissimo corso.Il vitigno a bacca bianca che prende nome dalla città, il moscato di Terracina è una varietà autoctona simile al più conosciuto moscato di Alessandria.

Noti soprattutto per il succo della loro spremitura, gli acini dell’uva Moscato di Terracina, si accompagnano perfettamente come frutto dolce e gradito da tavola. Le molteplici qualità organolettiche li rendono degli ottimi anti-radicali e la loro dolcezza ne aumenta il desiderio d’assaggio.

La ricerca e la valorizzazione del prodotto Uva Moscato accentuata negli ultimi anni nella cultura enogastronomica terracinese ha riportato alla luce vecchie usanze tipiche del periodo della vendemmia degli anni trenta, una tra tutte, la “Festa dell’Uva Moscato”,svoltasi a Terracina nei giorni del 21 e 22 settembre scorsi, promossa dall’istituto alberghiero Filosi e sostenuta dall’amministrazione comunale e dalle associazioni che si occupano di ristorazione sul territorio. Una vera è propria festa raccontata nelle strade cittadine con la stessa enfasi ed euforia di un Carnevale. Carri attrezzati con scene di vissuto contadino dei tempi andati sono sfilati per le strade della città, riportando la vecchia tradizione che voleva la vendemmia come un momento comunitario e dove l’eccellenza del territorio esprimeva tutta la sua forza. Gli stand enogastonomici allestiti nelle piazze hanno dato la possibilità ai cittadini e ai curiosi turisti che si avvicinavano di assaporare il dolce e robusto piacere che il nostro Moscato sprigiona in bocca.
Acini dalla buccia croccante e abbronzata così come li vuole la cultura, hanno saziato i gusti di adulti e bambini.
Non sono mancati i momenti di approfondimento storico culturale della coltivazione del Moscato, grazie al confronto e alla testimonianza delle famiglie contadine che da generazioni producono vitigni nella zona della Valle, Campo Soriano e nelle limitrofe campagne de La Fiora e di Valle Marina.

L’Uva Moscato, rappresenta per Terracina un orgoglio quanto la Fragola Favetta ed è proprio per questo motivo che l’impegno a promuovere attraverso l’aspetto turistico informativo e degustativo ha ripreso maggior forza negli ultimi anni.
Bisogna commuovere attraverso il cibo per ottenere attenzione al territorio e curiosità turistica, e questo lo si può fare solo se si hanno a disposizione le giuste risorse: l’uva Moscato per Terracina è sicuramente una di queste.

Foto del prof. Cipriano Ruggero dell’Istituto Filosi di Terracina

Michela Bartolomucci - delegato IRVEA dell’Agro Pontino
di Michela Bartolomucci
delegato IRVEA dell’Agro Pontino
masciantonio-olio-extravergine

Masciantonio un extra vergine per ricordare ed emozionare

Vincitore, nella categoria fruttati medi, del VII concorso Armonia, quest’olio di Trappeto di Caprafico rievoca i prati di primavera e i sentori degli orti abruzzesi

masciantonio-olio-extravergineQuando mi è stato chiesto di commentare i tre oli vincitori nelle rispettive categorie del 7° Concorso Armonia ho accolto con piacere l’invito per vari motivi. Il primo è che negli anni passati ho fatto parte della giuria ricoprendo diversi ruoli ed ho avuto la possibilità di rapportarmi con assaggiatori e Capi Panel molto preparati e competenti, provenienti da tutta Europa, esperienza che poi ha contribuito a far partire il progetto International Olive Oil Experts; il secondo (ed è il più importante) è che ho il privilegio di descrivere tre oli che in qualche modo mi consentono di raccontare emozioni personali.

Permettetemi di iniziare dal centro: l’olio vincitore della categoria dei Medi è dell’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio che si trova a Trappeto di Caprafico, in Abruzzo. Mio padre è abruzzese e ho passato parti della mia vita in questa regione. Lunghe estati a Francavilla al Mare, inverni tra Chieti, Lanciano e la Val di Foro.
Il flavor di quest’olio mi ha fatto tornare alla mente tutto questo: il fruttato verde caratterizzato da delicati sentori di erba mi ha ricordato i prati in primavera delle colline abruzzesi e i sentori di orto che pian piano affiorano mi hanno riportato per un attimo nell’orto dei miei nonni, dove i profumi delle verdure al sole si alternavano a quelli più eterei delle erbe aromatiche, che si sentono poco prima dell’assaggio. In bocca amaro e piccante sono molto bilanciati e nessuno dei due prevale: la piacevole sensazione che questo equilibrio lascia alla fine mi costringe involontariamente a riempire nuovamente il bicchiere per gustarne ancora.
L’ho precisato all’inizio: sono emozioni e ricordi personali, ma dopo averlo assaggiato e riassaggiato non sono convinto che siano “solo” personali. Credo proprio che questo olio possa stimolare ricordi ed emozioni a molti di voi e, in modo diverso da quello che normalmente si crede e si dice, possa davvero esaltare molti piatti della cucina italiana. Grazie Tommaso.

Olio Vincitore Categoria Medi: Trappeto di Caprafico
Azienda Agricola Tommaso Masciantonio
Località Caprafico 35 – 66043 Casoli (CH) Italia

Un ringraziamento a Teatro Naturale per questo articolo pubblicato sul n.21 del 25 maggio 2013 (www.teatronaturale.it)

Marco Antonucci - Referente Nazionale IRVEA - Sez. Olio Oliva e Coordinatore Nazionale Olive Oil Experts
di Marco Antonucci
Referente Nazionale IRVEA - Sez. Olio Oliva e Coordinatore Nazionale Olive Oil Experts
confetture

Dalla frutta confetture di indiscutibile Gusto

A Vitorchiano, a due passi da Viterbo, sorge il Monastero delle Monache Trappiste, www.trappistevitorchiano.it , una piccola oasi di pace con 70 consorelle che tra le altre attività si occupano di agricoltura con la coltivazione di frutta, vino e olio.

Non limitandosi alla sola coltivazione della frutta si dedicano alla produzione con metodo artigianale di ben 25 differenti tipi di marmellate, con un’altissima percentuale di frutta e dall’assoluta assenza di additivi e conservanti.

E’ difficile fare una lista delle più buone in quanto ognuna con personalità diversa si differenzia dall’altra;

dalla crema di marroni alla confettura di amarena, di mele e limone e di mele e arancia; dalle confetture extra più classiche e tradizionali a quelle più insolite come quella ai pomodori verdi deliziosa con il formaggio. Strepitose le amarene.

Non esistono stelle, forchette, o altro per classificare il gusto di queste confetture fatte con prodotti semplici di assoluta eccellenza, con sapori naturali, autentici, reperibili direttamente presso il Monastero o in negozi vocati alla vendita di prodotti di assoluta qualità.

In questi giorni è inizia la vendemmia che la qualità delle uve già garantiscono un’eccellente qualità di prodotto, delle cui caratteristiche eventualmente daremo conto in seguito.

A cura del servizio ispettivo HSQ – High Standard Quality

di HSQ – High Standard Quality