Archivio mensile:aprile 2014

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L’Onorevole Mongiello apre la Tavola rotonda sulla Prevenzione e la Repressione dell’agro-pirateria

La prevenzione e la repressione dell’agropirateria: dal dire al fare

Tavola rotonda

Roma – Auditorium Unicef - 15 Maggio 2014

Moderatore
Enrica Majo di Speciale TG1 autrice del programma “Sai cosa mangi?”

Interviene l’On. Colomba Mongiello – Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo
Relatori

Laura La Torre – Direttore Generale della Vigilanza per la Qualità e Tutela del Consumatore –ICQRF
• “La tutela della qualità dei prodotti e dei marchi a Indicazione Geografica Protetta tra etica, parole, opere e …”

Riccardo Cottarella – enologo
• “La conoscenza del prodotto quale elemento fondamentale per la prevenzione delle frodi e contraffazioni”

Daniele Pisanello – avvocato Lex Alimentaria
• “Le attività di informazione e osservazione dei mercati: un OCCHIO sulle frodi”

Carla Brienza – Presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Tecnologi Alimentari
“Il ruolo del tecnologo alimentare nell’industria alimentare: competenze e deontologia”

Ulisse Vivarelli – Presidente SOLOS e consigliere INDICAM
• “Le tecnologie anticontraffazione nel settore alimentare a supporto di aziende, organismi di controllo e consumatori”

Mauro Martelossi – Direttore Esecutivo IRVEA
• “Ordini professionali, operatori di filiera o organismi pubblici e privati di investigazione: la sinergia vincente per una valida ed incisiva tutela dei prodotti e dei marchi agroalimentari e per il contrasto a frodi e contraffazioni”

Antonio Limone - FNOVI Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani

• ”Il nuovo sistema QR Code, la carta d’identità dei prodotti per la tutela dei cittadini.”

Interverranno inoltre:
Manuela Rabboni – Carpi Investigazioni

Stefano Ortolani – Generale dei Carabinieri (r) già Direttore Operativo NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Eurodetective)

Antonio Fedele – UNPISI Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario

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Riservata agli iscritti al corso ““Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi DOP-IGP-DOC-DOCG”

Ulteriori informazioni:

Segreteria Organizzativa IRVEA – Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentare
Ph. +39 011 19567218 – Fax: +39 0743 778608 Mob.+39 347 4913924
e-mail: segreteria@irvea.org Sito web: www.irvea.org

miele

Vendita del miele: le potenziali frodi commerciali

Forse Pitagora esagerava a considerarlo l’elisir di lunga vita, ma di certo il miele è un ottimo alleato per la salute e per la nostra economia.miele
I 50 mila apicoltori registrati in Italia, nel 2013 hanno dato vita ad un giro d’affari legato alla produzione di miele, cera, polline e altri prodotti apistici che si aggira intorno ai 65 milioni di euro; nonostante questo, il nostro Paese, per sopperire alle esigenze del mercato interno, deve importare circa il 50% di questo alimento.A livello internazionale il miele italiano è considerato di qualità, ma la carenza produttiva interna, in diversi casi scoperti dai NAS, ha dato vita negli ultimi anni a consistenti frodi commerciali.
I commercianti disonesti sfruttano il nome, la provenienza o una determinata località per vendere miele letteralmente “allungato” con acqua o altre sostanze, in contrasto con quanto previsto dall’art. 4, del D.Lgs. 179/2004, che vieta di aggiungere al miele, immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi, ed effettuare qualsiasi altra aggiunta se non di miele.
Dal punto di vista normativo, la materia è disciplinata dal Decreto Legislativo 21 maggio 2004 n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 168, del 20 luglio 2004, che ha dato attuazione alla direttiva 2001/110/CE, concernente a produzione e commercializzazione di questo prodotto.
Il succitato decreto legislativo ha abrogato la precedente normativa nazionale costituita dalla legge 12 ottobre 1982 n. 753 e successive modifiche ed integrazioni.
La circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali n. 1, dell’8 Marzo 2005, emanata per chiarire alcune problematiche emerse con l’entrata in vigore di questa nuova normativa, ha stabilito che è consentita la dicitura “millefiori”, la quale in un primo tempo sembrava vietata, mentre ha confermato il divieto di utilizzo dei termini «miele di montagna», «miele di prato» e «miele di bosco», poiché i termini «montagna», «prato» e «bosco», come tali sono contrari allo spirito della normativa, visto che non si riferiscono nè a specifiche origini floreali o vegetali, nè a regioni o territori o luoghi precisamente individuati.
Altre indicazioni consentite sono:
miele di nettare, miele di fiori, miele di acacia, miele di castagno, miele dell’Appennino tosco-emiliano, miele delle montagne liguri, miele scolato, miele centrifugato.
E’ da evidenziare che le denominazioni riguardanti l’esaltazione della qualità, come “miele puro di api”, “miele vergine integrale”, “miele naturale”, “miele purissimo”, “miele extra” e simili non sono ammesse.
La normativa in vigore disciplina anche l’etichettatura.
Sull’etichetta la cifra del peso netto va seguita dal simbolo g senza il punto. Per le confezioni superiori ad un chilo va invece indicata in Kg senza il punto; l’indicazione “ peso netto” non è obbligatoria ma nemmeno vietata.
Riguardo al peso la tolleranza di errore ammessa è del 3% per le confezioni fino a 250 g, del 2% fino a 1000 g e dell’1% da 1000 a 5000 g.
Le gamme CE di peso per il miele non sono prescritte.
Esempi di indicazioni corrette sono: 500 g, 1000 g, 5 Kg .
La rintracciabilità del miele
La normativa in vigore prevede che non è obbligatorio indicare il numero di lotto se nella confezione viene indicata una data espressa con giorno, mese ed anno.
Il lotto, che può essere indicato con una sigla di sole lettere o soli numeri o lettere e numeri (alfanumerico), deve essere preceduto dalla lettera “L”.
Esempio: “L 150/06”, “L ag 302” ,“L caDs”.
Cosa deve contenere l’etichetta
In base alla direttiva 2001/110/CE e al D.Lgs. 179/2004, la confezione di miele deve riportare in etichetta l’indicazione del paese d’origine o, in alternativa, se è frutto di una miscela di mieli.
Se il miele è originario di più Stati membri o Paesi terzi l’indicazione può essere sostituita, a seconda del caso, da una delle seguenti:
1) «miscela di mieli originari della CE»;
2) «miscela di mieli non originari della CE»;
3) «miscela di mieli originari e non originari della CE»;
Le denominazioni possono essere completate da indicazioni che fanno riferimento:
1) all’origine floreale o vegetale, se il prodotto è interamente o principalmente ottenuto dalla pianta indicata e ne possiede le caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche;
2) all’origine regionale, territoriale o topografica, se il prodotto proviene interamente dall’origine indicata;
3) a criteri di qualità specifici previsti dalla normativa comunitaria;
4) la data di consumo preferenziale (anche il miele, infatti e contrariamente ad un radicato pregiudizio popolare, invecchia e degrada, come peraltro tutti i prodotti naturali).
Le principali frodi commerciali
Senza passare attraverso il laboratorio chimico, con dei semplici stratagemmi è possibile verificare se il miele che acquistate è puro, è stato adulterato in qualche modo oppure presenta un alto livello di umidità.
Vediamo come:
1) prova dell’acqua
Mettere un cucchiaino di miele in un bicchiere d’acqua.
Una volta nell’acqua, il miele puro deve rimanere solido e non si deve sciogliere
2) prova dell’aceto
La prova consiste nel mescolare del miele con un po’ d’acqua e 4-5 gocce di aceto.
Se la miscela produce schiuma, il prodotto potrebbe essere alterato con del gesso.
3) prova del fiammifero
Con un fiammifero cercate di bruciare il miele. Se prende fuoco e brucia è puro, altrimenti vuol dire che contiene acqua e, quindi, è di scarsa qualità.
4) prova dello iodio
La prova consiste nel mescolare del miele con un po’ d’acqua e alcune gocce di iodio.
Se la soluzione diventa di colore blu, il miele è stato adulterato con farina o amido.
5) verifica adulterazione con acqua
Per verificare se il miele è stato allungato con acqua, provate ad immergere un pezzo di pane vecchio e duro in un bicchiere dove avete versato del miele.
Se dopo 10 minuti il pane continua ad essere duro il miele è puro, altrimenti, se si ammorbidisce, vorrà dire che è stato allungato con acqua.
Queste appena descritte sono “prove casalinghe” (fonte: http://viverepiusani.com) che hanno una valenza scientifica ma non legale.
Non possono quindi essere utilizzate per sanzionare ma costituiscono solo l’input per analisi chimiche più approfondite del prodotto.
Esistono tuttavia altre frodi più sofisticate, nei confronti delle quali il cittadino o l’agente di PG possono fare ben poco per la loro individuazione.
Le principali sono la vendita di miele straniero spacciato per miele italiano e la vendita dei mieli monoflora non corrispondenti in tutto o in parte al dichiarato.
L’unico modo per scoprirle è l’analisi melissopalinologica, che rappresenta l’unica soluzione oggettiva che permetta di avere informazioni relative all’origine botanica e geografica di un miele.
Anche la contraffazione con dolcificanti è difficilmente rintracciabile.
Questa contraffazione consiste nell’alimentare le api con sciroppo di zucchero, melasso, zucchero di canna ecc. durante il periodo di flusso del nettare o estraendo covata contenente api alimentate con miele alterato.
E’ da evidenziare che il miele alterato con dolcificanti può essere individuato solo mediante microscopio, risonanza magnetica nucleare o con spettroscopi a infrarossi.
Inutile dire che, vista la difficoltà delle analisi, i produttori disonesti sono destinati a farla franca!
Un altro tipo di adulterazione, anche questa difficilmente accertabile se non mediante analisi chimiche del prodotto, è l’aggiunta di sciroppi di produzione industriale.
L’industria agro-alimentare moderna, infatti, produce oggi sciroppi con composizione zuccherina che può anche essere praticamente identica a quella del miele. Questi sciroppi vengono largamente utilizzati nell’industria alimentare e delle bevande. Vengono prodotti a partire dall’amido del mais o di altri cereali per mezzo di una trasformazione chimica ed enzimatica (idrolisi), che ne trasforma gli zuccheri in modo da ottenere un elevato contenuto di fruttosio; successivamente vengono purificati e decolorati.
E’ inutile dire che più andiamo avanti e più le frodi commerciali alimentari aumentano.
Ogni giorno sui media compaiono articoli di frodi, truffe e adulterazioni alimentari scoperte dalle Forze dell’Ordine ai danni dei consumatori.
Per il vile denaro (e solo per quello), commercianti disonesti, approfittando di una normativa antiquata e di una giustizia che non funziona, attentano quotidianamente alla salute dei cittadini, con la complicità dei politici eternamente impegnati nei loro giochi di potere.
Davanti a questo, eccetto qualche caso isolato, anche le Forze dell’Ordine appaiono impotenti.
Per la miopia del Ministero della Sanità, infatti, manca in Italia un coordinamento di interventi tra Forze di Polizia (Carabinieri, Polizia Municipale, etc.) e le ASL.
Ad eccezione di qualche comune romagnolo dove questa realtà esiste e dove viene fatta realmente prevenzione con controlli periodici, per il resto dell’Italia, dal punto di vista dei controlli igienico-annonari, si registra una vera e propria latitanza della Pubblica Amministrazione.
Dato che la Speranza è l’ultima a morire, l’unica cosa che il cittadino può fare è sperare che nelle prossime elezioni amministrative ed europee, i nuovi eletti capiscano l’importanza della tutela della salute dei cittadini e decidano di intervenire con leggi appropriate.
…Per adesso, in Italia, sperare è ancora lecito…

riso

Dolcezze di Riso

L’utilizzo del riso in pasticceria è molto più diffuso di quanto si possa pensare, anche se in Italia viene considerato soprattutto un ingrediente da utilizzare per preparare primi piatti. In realtà la basicità del riso, unita alla sua struttura “amidosa” e quindi altamente igroscopica, conferisce alle preparazioni un’ottima conservazione ed una grande cremosità. Tutte queste caratteristiche ci consentono di ottenere dei dessert dal fascino particolare.

Vediamo, nella pratica, come si può utilizzare questo alimento in tutte le fasi di cottura:

PREPARAZIONE DI BASE

(uguale per tutte)

• Precottura (tostatura) del riso

• 150 gr di riso (Vialone Nano consigliato)

• 25 gr. di burro

• Aggiungere 1 litro di acqua, latte o panna

• Aroma (vaniglia, cannella, chiodi di garofano, buccia di agrumi).

L’aggiunta di un aroma è facoltativa ma serve a dare un tono alla vostra preparazione

• Cottura a fuoco lento per circa 20 minuti sul fornello, 16 minuti nel microonde (900 watt) facendo attenzione a coprire il contenitore

con la pellicola che dovrà essere bucherellata per permettere al vapore di uscire.

A questo punto abbiamo ottenuto una preparazione di base che potrete utilizzare nei seguenti modi:

 

BAVARESE AL RISO E LIMONE DI AMALFI

Mescolare:

•500 gr. di preparazione di base

•25 gr. di limone spremuto

•la buccia di 2 limoni Amalfi

• 12 gr. di gelatina (precedentemente messa a gonfiare in acqua fredda)

• 500 gr. di panna montata lucida

Mettere in forme (tipo formaflex in silicone), lasciar raffreddare e sformare. Servire con una salsa ai frutti rossi. Decorare con frutta fresca e una tegola all’arancio e limone.

Bavarese

 

CREMA “CHIBOUST” (o soufflè)

Alla preparazione di base calda aggiungere:

• 120 gr. di tuorli d’uovo leggermente montati con 150 gr. di zucchero

• Mescolare energicamente e aggiungere 180 gr. di chiara d’uovo montata lucida con 50 gr. di zucchero

Amalgamare delicatamente fino ad ottenere un impasto liscio e soffice. Versare in uno stampo da soufflè o in uno stampo che avrete precedentemente foderato con pasta frolla.

Cuocere in un forno molto caldo (260°C) per circa 12 minuti fino al raggiungimento di una colorazione uniforme.

Servite tiepido con un gelato alla cannella.

Cremach

 

CREMA TIEPIDA DI RISO

Alla preparazione di base aggiungere:

• 150 gr di zucchero

• 300 gr di polpa di frutta o succo o 150 gr. di copertura fondente

• 150 gr. di panna o 80 gr. di purea di pistacchio

La decorazione della crema verrà eseguita secondo la propria fantasia.

Posso suggerire, in ogni caso, una bella fragola con una foglia di menta, un po’ di polpa ed una spolverata di zucchero a velo sul piatto.

 

MOUSSE AL RISO

Fare uno zabaione portando a 80° C (nel microonde):

• 100 gr. di zucchero con 50 gr. di acqua e 100 gr. di tuorli

• Montare fino a raffreddamento e incorporare a 500 gr. di preparazione di base tiepida

• Aggiungere 12 gr. di gelatina ammorbidita in acqua fredda

• Incorporare 750 gr. di panna montata (lucida) e 150 gr. di mascarpone

All’interno di un cerchio di acciaio disporre un fondo cotto di pasta linzer, delle fettine di mela golden precedentemente saltate in padella con burro e zucchero e deglassate con rhum e la vostra mousse al riso fino all’orlo dello stampo (per un dessert al piatto consiglio di utilizzare stampi monodose).

Raffreddare, sfornare e glassare.

Servire con un sorbetto al latte di mandorle e coulis ai lamponi.

Risulterà senz’altro un dessert strepitoso.

E…BUON APPETITO!

moussealriso

di Zafferano anno 2 - Novembre 2000 - n.06
sapori del mare

Sapori del mare in olio cottura

Per 4 persone
4 filetti di rombo
4 filetti di sgombro
600gr di salmone
8 gamberoni
300gr di seppioline
Olio extravergine di oliva fruttato
Olive nere
Capperi
Pomodorini freschi
Per la cottura : 4 barattoli con chiusura a guarnizione

sapori del mareProcedimento
-Eviscerare e sfilettare il rombo privandolo della sua pelle mettere da parte.
-Eviscerare e sfilettare gli sgombri e mettere da parte.
-Privare il salmone della propria pelle, ricavare dal trancio di salmone 4 filetti.
-Sgusciare i gamberoni rimanendo solo la parte finale della coda, eliminando la parte dell’ intestino
-Eliminare dalle seppioline l’osso interno e la bocca, sciacquarle facendo attenzione a non romperle
-Snocciolare le olive e dissalare i capperi con acqua corrente
-Incidere a croce i pomodorini sulla parte della punta e sbollentarli in acqua per 30 secondi in modo da eliminare la pelle, una volta eliminata tagliare i pomodorini a metà e farli appassire in forno a 100° c con olio e sale per 10 minuti.
-Nei vari barattoli predisporre i vari filetti i gamberoni e le seppioline alternandoli con le olive i capperi e i pomodorini, ricoprire il tutto con olio extravergine di oliva e chiudere i barattoli ermeticamente.
-Immergere i barattoli per la loro metà in una pentola con acqua e metterla in forno stabilizzando la temperatura a 65° c cuocere per 60 minuti

 

speciale tg1

Sai cosa mangi? Enrica Majo giornalista Rai modera la Tavola Rotonda del 15 Maggio

Sarà Enrica Majo, giornalista e autrice del programma “Sai cosa mangi?” di Speciale TG1 aspeciale tg1 moderare la Tavola Rotonda “La prevenzione e la repressione dell’agropirateria: dal dire al fare” che si terrà il 15 Maggio 2014 a conclusione della tre giorni formativa sulle “Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi DOP-IGP-DOC-DOCG” organizzata da IRVEA, Carpi investigazioni e lo studio legale Lex Alimentaria.

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Ulteriori informazioni
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torchietti

TORCETTI D’AGLIÈ

Si ha traccia dei “torchietti” (per la forma attorcigliata) già nel libro “Confetturiere Piemontese” nel 1790. torchietti
Successivamente vengono descritte le ricette nel “Trattato di cucina e pasticceria moderna” del 1854 in uso nelle cucine della famiglia Reale Sabauda.
Si narra che l’invenzione fu di un panettiere di Agliè, a cui, mentre impastava il pane, avanzò della pasta che decise di mescolare con burro e uova. Come si accorse che piacevano, pensò bene di ingraziosirli passandoli nello zucchero o nel miele.
I torcetti si diffusero velocemente, venivano preparati nei forni comuni a legna del paese, ove un tempo tutte le famiglie portavano a cuocere il pane: generalmente venivano posti sulla bocca del forno, in attesa che questo fosse sufficientemente caldo per infornare il pane.
Con il passare del tempo il prodotto subì una trasformazione e, da grosso torcetto di pane, si rimpicciolì fino alla forma attuale. La consistenza della pasta si fece più leggera e la superficie divenne lucida attraverso la pennellatura con acqua e zucchero semolato.
I “torchietti” di Agliè arrivarono ben presto a deliziare i palati degli abitanti di tutta la Regione. Nel corso degli anni in Piemonte è infatti diventata un’abitudine quella di degustare questo dolce con qualsiasi bevanda e a qualsiasi orario.
Attualmente il torcetto è inserito nella categoria dei biscotti da tè e, con la valorizzazione dei vini autoctoni del Canavese, il torcetto diventa amabile nell’accompagnare un bicchiere di passito di Erbaluce di Caluso.
Andrea Giovetti, pasticcere di San Giorgio Canasese, comune confinante con Agliè, propone attraverso l’unione di due ingredienti tipici del territorio, “il torcetto al Passito di Giovetti”. L’idea è di inserire nell’impasto ancora originale dell’epoca il vino passito di Caluso, vitigno autoctono del Canavese.
L’idea piace e conquista tutto il territorio nazionale.
Andrea Giovetti e la sua Pasticceria sono una esempio pratico di valorizzazione di prodotti enogastronomici d’eccellenza e del contributo che questi possono dare su un territorio caratterizzato da una realtà economica, quella Canavesana, in forte crisi poiché legata a singole produzioni industriali.

Ecco una ricetta per chi volesse dilettarsi a farli:
Ingredienti per 15- 20 torcetti
½ Kg. di farina 00
280 ml di acqua calda
1 tazza di zucchero da cospargere sui torcetti
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
200 g di burro
25 g di lievito di birra
Preparazione. Sciogliere il lievito in cinque cucchiai di acqua tiepida insieme allo zucchero e al sale e versare sulla farina precedentemente setacciata e lavorando a mano eseguendo il classico movimento rotatorio fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che lasceremo lievitare in una ciotola coperta da uno strofinaccio per un’ora. Si dispone, quindi, l’impasto sul tavolo da lavoro infarinato per aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente e si rimpasta il tutto per 10 mm.. Si lascia lievitare per ancora un’ora. Sul tavolo riversiamo, in un angolo, lo zucchero semolato. Si riprende l’impasto e lo si taglia in piccoli pezzi da cui vengono ricavati tanti bastoncini di pasta dello spessore di un dito e della lunghezza di 10-12 cm. Si passa ogni rotolino nello zucchero e si uniscono le due estremità per dare la forma al torcetto. Si dispongono i dolcetti su una teglia rivestita con della carta forno e si infornano a 220 gradi per circa 15 mm.

Luciano Napolitano
di Luciano Napolitano
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Grandi novità tra i vincitori del Concorso Armonia – Trofeo 2014

Giovedì 15 Maggio 2014 a partire dalle ore 15,00, l’Auditorium UNICEF di Roma ospiterà la cerimonia di premiazione del VIII Concorso Oleario Internazionale Armonia.armonia_logo

Durante la cerimonia verrà assegnato il Trofeo Nazionale Oleum Sapiens riservato agli Istituti Alberghieri che si saranno contraddistinti su scala nazionale nella preparazione di ricette gastronomiche con il giusto abbinamento olio cibo.
Contestualmente si svolgerà la premiazione dei produttori partecipanti al Concorso Armonia, tra i quali sarà assegnato il Trofeo per le diverse categorie fruttato Leggero – Medio – Intenso.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Segreteria Organizzativa Concorso Armonia
Ph. + 39 011 195 67 218 – Mob: +39 347 4913924 – +39 338 53 94 663 – Fax: + 39 0743 77 86 08
E-mail: info@oliveoilagency.org – Sito Web: www.oliveoilagency.org
Skype:internationaleoliveoilagency

DG SANCO APRE I LAVORI AL CORSO SULLE TECNICHE INVESTIGATIVE PER LA LOTTA ALLE FRODI AGRO-ALIMENTARI

Il 12 maggio a Roma prende avvio una tre giorni dedicata alla lotta contro le frodi agro-alimentari. Ad aprire i lavori l’intervento di una delegazione della DG SANCO, sulle tematiche relative “gli strumenti per l’assistenza e la Cooperazione amministrativa degli Stati membri”.
Il dott. Vincenzo Pacileo della Procura della Repubblica di Torino, affronterà inoltre le tematiche inerenti le attività di vigilanza e controllo svolte dai Consorzi di Tutela e dagli Organismi di certificazione e le possibili interazioni dei vari organismi di indagine, pubblici e privati nella tutela dei prodotti, dei marchi e del Made in Italy in genere.
A tal riguardo il P.M. dott. Natalini della Procura di Siena, impegnato in scottanti inchieste nel settore, esporrà i più recenti sviluppi investigativi e giurisprudenziali in materia di responsabilità amministrativa da reato agro-alimentare ai sensi del D.lgs. 231/2001 per i Consorzi di Tutela, gli Organismi di Controllo e gli enti privi di personalità giuridica.
Durante l’evento, altri magistrati, veterinari, avvocati ed esperti nella attività di investigazione nel settore agro-alimentare, si susseguiranno nell’analisi delle metodiche operative e delle tecniche di indagine sulla sicurezza alimentare, il monitoraggio delle importazioni clandestine e le garanzie sulla qualità dei prodotti e dei vini, anche a Indicazione Geografica Protetta.
Seguirà la Tavola Rotonda: “La prevenzione e la repressione dell’agro-pirateria: dal dire al fare” moderata da Enrica Majo di Speciale TG1, autrice del programma “Sai cosa mangi”

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Investigatori della sicurezza alimentare per la lotta ed il contrasto alle frodi e contraffazioni

CORSO CONFERMATO

Una nuova professione per porre un freno a contraffazioni alimentari, importazioni clandestine di prodotti, concorrenza sleale e al dilagante fenomeno dell’agro-pirateria.

etichetta-leggereDopo l’allarme lanciato dal Parlamento Europeo in merito al “Falso Alimentare” si fa richiesta agli Stati membri di “creare le condizioni favorevoli per consentire agli informatori di denunciare le cattive pratiche in modo sicuro e anonimo”.

Sull’argomento e su molte altre problematiche relative anche alle tecniche e metodiche investigative, Irvea, Carpi Investigazioni e Lex Alimentaria, organizzano, un seminario di formazione e perfezionamento che si terrà a Roma nel mese di maggio.

Un vero e proprio “addestramento” con magistrati impegnati in prima linea nel settore, esperti nelle attività di investigazione, veterinari, dirigenti dell’ICQRF-Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi e avvocati che approfondiranno le tematiche e le tecniche per una concreta azione di lotta per il contrasto alle frodi e contraffazioni sui prodotti e sui marchi agroalimentari.

L’incontro è finalizzato alla formazione di una figura professionale con specifiche competenze di natura tecnico-giuridica e investigativa non solo in ambito produttivo, commerciale e delle importazioni, ma anche nell’applicazione delle regole di sicurezza alimentare.

Si rivolge in particolare a tutti coloro che possono operare nel ruolo tecnico ausiliario di indagine a supporto delle agenzie di controllo, vigilanza e investigazione pubblica e privata.

Ispettori con competenze tecnico-giuridiche sull’acquisizione e la gestione degli elementi probatori in campo agroalimentare e vitivinicolo, sulle certificazioni DOP-IGP-DOC-DOCG- BIO e alla loro regolarità commerciale, in vista di una lotta più efficace all’agro-pirateria, per azioni a tutela che garantiscano una riduzione risolutiva dei tempi processuali.

Detti operatori, previa richiesta, potranno inoltre essere inseriti nel Registro Nazionale Ispettori e Operatori della Qualità, strutturato da IRVEA e al servizio delle aziende e degli operatori del settore.

Scarica il nuovo programma del corso CLICCANDO QUI








Rif. 125








Sono previste specifiche agevolazioni in convenzione per Tecnologi Alimentari, Agronomi, Veterinari, Tecnici della Prevenzione iscritti ai rispettivi Ordini Professionali (OTAN- OTACL- ARDAF- FNOVI-UNPISI) patrocinatori dell’evento.

Dette agevolazioni si praticano anche ai neo laureati e studenti delle rispettive scuole di specializzazione.

Per informazioni o iscrizioni

Segreteria Organizzativa: IRVEA– Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentare

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Mob.+39 347 4913924

e-mail: segreteria@irvea.org

Sito web: www.irvea.org

tms1

Da tutto il mondo per acquisire competenze e diventare Professional Olive Oil Sommelier

tms1La cornice del Lago di Garda ha fatto da splendido scenario al II° corso per Professional Olive Oil Sommelier in lingua inglese, al quale hanno aderito entusiaste persone provenienti dai quattro angoli del mondo.

Il corso, ideato e organizzato da IRVEA e Olive Oil Academy a Toscolano Maderno, sul Garda bresciano, ha visto la partecipazione di assaggiatori, appassionati e buyer provenienti da Canada, Sud Africa, Australia, Arizona, Taipei, Hawaii, Irlanda, Grecia.

Tra il 30 Marzo e il 4 Aprile sono state approfondite tutte le tematiche legate all’assaggio, alla valutazione merceologica e all’utilizzo alternativo dell’olio in cucina, in sala e nella cosmesi; si è fatta luce sulle più innovative tecniche di valorizzazione e promozione e, grazie alle elevate competenze dei docenti intervenuti, è stato possibile condividere esperienze e prove tecnico-didattiche altamente formative sulla trasformazione e modificazione dei cibi in abbinamento con l’olio.

Ogni giorno, a partire dalle ore 16:00, O’live Italy, un’associazione culturale per la promozione turistica locale, ha organizzato inoltre tour specifici per i partecipanti, alla scoperta del meraviglioso e suggestivo territorio che ha ospitato il corso.

Visto il successo dell’iniziativa la segreteria organizzativa di IRVEA sta già programmando il prossimo appuntamento che si terrà, sempre nel territorio, in prossimità del periodo di raccolta, nel mese di ottobre 2014.