Come si garantisce la qualità nei Trasporti navali agroalimentari

12 novembre 2013 - di Ermanno Giamberini

portacontenitoriL’avvento del contenitore, a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso, ha inevitabilmente portato ad un processo di “omogenizzazione” nelle modalità del trasporto via mare ; quasi come se la tipologia di merce trasportata non interessi più;  questi grossi scatoloni metallici, infatti, grazie alle loro caratteristiche standard, rendono sotto molti punti di vista identica l’operazione del trasporto a prescindere da ciò che contengono. Enormi sono state le ricadute di questa innovazione in termini logistici e ancor più economici : si pensi solo alla differenza che passa tra uno stivatore che trasporta, a spalla, un sacco di merce dalla stiva della nave fino a sottobordo ed una gru di banchina che in meno della metà del tempo sposta un contenitore con una quantità di merce 200 volte maggiore.

Containerizzare vuol dire, dunque, spedire rapidamente ed in maniera più affidabile e sicura col vantaggio di avere la merce “protetta” all’interno del contenitore fino all’arrivo nel magazzino del compratore. E pertanto ridurre anche il rischio di danni e di furti durante le varie fasi del trasporto.

Pur tuttavia non va mai dimenticato che le innegabili specificità legate ai singoli prodotti devono sempre guidare nella scelta del servizio marittimo più appropriato.

In tale ambito il prodotto alimentare rappresenta senza dubbio una categoria di prodotto che richiede particolare attenzione, perchè la shelf life è un termine temporale che impone un’attenta selezione del servizio marittimo : ciò affinchè il tempo utile per il consumo del prodotto prima della scadenza indicata, non venga esaurito tutto o in gran parte durante il tragitto marittimo.

Sarà dunque cura della casa di spedizione mettere a disposizione dell’azienda esportatrice/importatrice le soluzioni più idonee. I più idonei saranno allora i servizi marittimi che garantiscono il più alto tasso di affidabilità nella puntualità delle partenze e nel trasbordo (*) nei porti intermedi, specie se tali porti si trovano in aree climatiche le cui temperature , in caso lungo tempo di giacenza, possono influire sulle caratteristiche organolettiche del prodotto trasportato. E’ questo uno degli obiettivi che la Con-Tra S.p.A. persegue quotidanamente, attraverso un costante monitoraggio dei servizi marittimi presenti sul mercato che accerta se i tempi di transito promessi dai vettori corrispondano alla realtà e se eventuali ritardi riscontrati siano ricorrenti (e perciò strutturali – tipico caso : gli itinerari sono stati interpretati in maniera troppo ottimistica dal vettore) oppure riconducibili a problemi transitori (ritardi da scioperi ,da  congestioni del traffico portuale, da cattivo tempo); in entrambi i casi comunque questa attività di controllo consente agli operatori della Con-Tra S.p.A. di fornire sempre soluzioni alternative al cliente

(*) Trasbordo : operazione che consiste nel trasferire i contenitori da una nave ad un’altra . E’ particolarmente diffuso al giorno d’oggi nel trasporto marittimo in quanto consente di ottimizzare le risorse concentrando tutte le merci che originano in una stessa regione geografica, con l’ausilio di navi di dimensioni medio-piccole ( i cosiddetti “feeder”) in un porto di trasbordo (detto “hub”) dove una nave di grosse dimensioni (“mother vessel”) provvede a trasportarli , sulla lunga tratta, in altro porto di grosse dimensioni nella regione geografica di destinazione. A quel punto si compie l’operazione inversa : da quel porto altre navi di dimensioni medio-piccole trasferiscono le merci nei porti di destinazione finale. 

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