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Il Friuli Agroalimentare

C.C.I.A.A. di Udine, 24 Febbraio 2017

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 EVENTO CONFERMATO

Nel contesto economico del settore agroalimentare, la crescita ed il benessere collettivo trae origine dalla costante sinergia tra Aziende e Controllo Ufficiale, soggette a norme, regole e responsabilità reciproche.

Le sempre più strigenti regole e norme giuridiche che disciplinano le attività di verifica e controllo pongono però le aziende alimentari in una situazione di “sfinimento per eccesso di burocrazia”e, parallelamente, l’inosservanza delle stesse, oltre ad inficiare i risultati delle prove, espone l’impresa a provvedimenti, prescrizioni e sanzioni a volte “illegittimi”.

Le attività di controllo, ispezione, campionamento e audit sono d’altra parte disciplinate da norme specifiche e procedure operative chiare non soggette a privata e soggettiva interpretazione dell’operatore del Controllo Ufficiale.

In presenza di interventi non conformi o arbitrari infatti l’attuale sistema normativo riconosce e distribuisce specifiche responsabilità giuridiche e risarcitorie sia in capo alla Pubblica Amministrazione che agli operatori del Controllo Ufficiale.

Al fine di fornire un’adeguata informazione sulla materia, anche per rispondere alle numerosi questioni degli stessi operatori dell’agro-alimentare del Friuli Venezia Giulia pervenute tramite lo “Sportello informativo legale”, SSICA e IRVEA-FederQuality, in collaborazione con C.C.I.A.A. di Udine organizzano un incontro formativo-informativo dedicato a tutti gli operatori delle diverse filiere agroalimentari del territorio.

L’evento che si terrà Venerdì 24 febbraio 2017 presso la Sala Conferenze della CCIAA in PIazza Venerio – Udine è parte di programma formativo-informativo itinerante in diversi capoluoghi di provincia, anche in collaborazione con le locali Camere di Commercio I.A.A.

Veterinari, avvocati, biologi ed esperti nelle diverse discipline, approfondiranno le tematiche giuridiche e operative collegate all’operato di tutte le figure del sistema, dalle aziende agli addetti al campionamento, dal personale ispettivo del settore alimentare al personale veterinario, dai Tecnici della Prevenzione dei vari settori del Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, degli Istituti Zooprofilattici e dell’ARPA.

Ulteriori informazioni:

IRVEA -Istituto per la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentari e Ambientali / Feder Quality

Via Verdi, 2 – C.C.I.A.A. – 43100 Parma (PR) – Italy

Tel. +39 05211841531 – Fax. +39 05211480029 – E-mail: info@federquality.org

Website: www.irvea.org – www.federquality.org – www.ssica.it – www.ud.camcom.it – www.aafvg.it

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Il sistema di controllo e le attività per il contrasto alle frodi agroalimentari

IMPRESE & CONTROLLO UFFICIALE

LA TUTELA DEI PRODOTTI, DELLE AZIENDE E DEI CONSUMATORI

Il sistema di controllo e le attività per il contrasto alle frodi agroalimentari

 Parma 28 Novembre 2016

L’aumento sistematico ed esponenziale dei casi di frode agroalimentare, unitamente al sempre più elevato livello di specializzazione nella perpetrazione di questi reati, impone un’attenta analisi di questo fenomeno che genera negative ripercussioni economiche e di credibilità sui diversi comparti delle varie filiere agroalimentari e dei prodotti di qualità regolamentata (DOP-IGP-DOC-DOCG-BIO).

Un fenomeno che evidenzia le carenze e le criticità operative di un sistema giuridico che allo stato attuale non permette e non garantisce un’efficace azione di contrasto, con responsabilità civili e penali attribuite NON solo a “…chi fabbrica, produce, detiene per il commercio o pone in commercio o distribuisce…”, ma anche agli Organismi di certificazione, ai laboratori di analisi chimica e sensoriale, agli Enti, agli operatori del Controllo Ufficiale, ai Consorzi e relativi operatori.

Presso la SSICA di Parma il 28 novembre, nel quadro delle attività collegate al Comitato Tecnico-Consultivo Multidisciplinare, per lo studio e la revisione delle criticità per il miglioramento del “Nuovo Sistema Controlli”, verranno dibattute tutte le problematiche legate e connesse al sistema delle Frodi Agroalimentari, per la tutela delle aziende, dei prodotti, degli operatori e dei consumatori.

Sono in corso le valutazioni delle candidature pervenute per far parte del Comitato Tecnico Consultivo Multidisciplinare che opererà presso la SSICA di Parma a partire dal Febbraio 2017.

Adobe_PDF_icon-150x150Scarica il Modulo di iscrizione al Comitato Tecnico – Consultivo Multidisciplinare

Un evento ideato e organizzato da SSICA e IRVEA con il patrocinio di ACCREDIA e la partecipazione di DG Sante.

Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione, valido anche per il riconoscimento di eventuali crediti formativi da parte dei vari Ordini Professionali.

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Il contrasto alle frodi agroalimentari



Ulteriori informazioni contattando la Segreteria Organizzativa IRVEA:

Ph. + 39 0521 184 1531 - Mob: +39 346 541 9847
Fax: + 39 0521 148 0029 – E-mail segreteria@irvea.org

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Responsabilità amministrative e penali da reato agroalimentare

Obblighi ed adempimenti delle aziende di produzione, laboratori di analisi, personale addetto al controllo e organismi di certificazione

Parma, 16 Novembre 2015

Il 16 novembre 2015 a Parma, un incontro formativo ideato da Feder Quality con ACCREDIA e SSICA- Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari.

Magistrati, rappresentanti di ACCREDIA e ispettori dell’ICQRF approfondiranno le tematiche afferenti le normative, i diversi ambiti e figure che, a vario titolo, operano nelle diverse fasi della certificazione “di prodotto” nel settore agroalimentare.

Particolare attenzione verrà posta al sistema normativo che riconosce e distribuisce responsabilità giuridiche di natura civile, penale e risarcitoria, sia in capo all’azienda che al tecnico ispettore e all’addetto alla campionatura, al laboratorio di analisi e all’organismo di controllo e certificazione.

L’evento trova origine dai recenti fatti di cronaca giudiziaria e relativi sequestri effettuati dagli Organi di controllo passando per Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia e Campania.

Fatti che evidenziano un “sistema” complesso, talvolta con più ombre che luci e probabilmente non sempre compreso appieno dalle parti attrici delle varie filiere di produzione, dal prosciutto al vino, dai formaggi all’olio d’oliva, con gravi ripercussioni sulla credibilità e reputazione di prodotti, di marchi aziendali e di interi territori.

L’incontro si terrà presso la Sala Convegni della SSICA- Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari in via F. Tanara, 31- Parma, nell’intera giornata del 16 novembre 2015.

Considerati i posti limitati, l’assegnazione degli stessi avverrà in base all’ordine cronologico di arrivo dell’iscrizione.

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Responsabilità amministrative e penali da reato agroalimentare

Parma, 16 Novembre 2015

Evento realizzato con la collaborazione e il patrocinio di Accredia, Camera di Commercio e SSICA – Stazione sperimentale conserve alimentari di Parma, il Consiglio Nazionale dei Chimici e l’Ordine dei Tecnologi alimentari di Emilia Romagna, Toscana e Marche.

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Lo Special Bonus è riservato a:

  • Ordini professionali patrocinanti l’evento
  • Studenti e neolaureati (Under 30)
  • Gruppi con minimo di 4 iscritti (laboratori di analisi, aziende di produzione, organismi di certificazione, ecc.)

CORSO CONFERMATO.

CHIUSURA ISCRIZIONI PER ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI.

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Ispettori e consulenti delle strutture ricettive e della ristorazione

Dove: Roma- Auditorium UNICEF, via Palestro 68 – a 5 minuti a piedi da Stazione Termini Quando: 16-17-18-19 Febbraio 2015 con orario 9:30 – 13:00 / 14:30- 17:00

Giunto alla sua 5° edizione, il corso è finalizzato a trasferire un insieme di know-how, strumenti, conoscenze tecniche e competenze professionali indispensabili per le attività di verifica e controllo qualità, per il miglioramento dei servizi aziendali, la gestione dei rischi e la prevenzione all’eventuale contesto sanzionatorio.

Focus On QualityDette competenze sono spendibili sia presso strutture pubbliche e private specializzate nelle attività ispettive di verifica e controllo qualità, sia in contesti aziendali per gli auditor interni, sia per attività libero-professionali e di consulenza negli specifici settori.

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REQUISITI MINIMI: Il corso è aperto a tutti e non prevede requisiti minimi di accesso.

Destinatari:

  • Ispettori, neo-ispettori, auditor interni e operatori degli enti, organismi e strutture pubbliche e private preposte al controllo e alla verifica della qualità dei prodotti e dei servizi delle strutture ricettive e della ristorazione;
  • Direttori e Maitre d’Hotel, personale di ricevimento e del servizio ai piani (Housekeeping),
  • Albergatori e gestori di strutture ricettive (Hotel, Alberghi, Ville e case d’epoca e di campagna, Agriturismo, Bed & Breakfast e Alberghi diffusi);
  • Ristoratori, manager della ristorazione e dell’area F.&B., Chef e personale di sala;
  • Professionisti, operatori e consulenti del settore turistico, ricettivo e HoReCa per la certificazione della qualità dei prodotti e dei servizi;
  • Direttori, gestori, responsabili della qualità e di area nei supermercati, nei centri di produzione, logistica, commercio e somministrazione di alimenti;
  • Particolarmente utili per coloro che già gestiscono o sono intenzionati ad aprire una struttura ricettiva o di ristorazione

Ai partecipanti al corso completo verrà rilasciato attestato di partecipazione e “Certificazione di idoneità” valido anche, previa richiesta, per l’inserimento del nominativo nel Registro Nazionale Ispettori e Operatori della Qualità – IRVEA alla disponibilità di tutte le strutture nazionali e internazionali, con scopi, obiettivi e finalità, di cui ai piani di miglioramento QualityCare.

Le attività di Ispettore, consulente e auditor nel contesto di IRVEA QualityCare possono essere svolte unicamente da personale opportunamente formato e in possesso del “Certificato di Idoneità”. Le attività di IRVEA QualityCare sono principalmente rivolte ai contesti territoriali di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Le attività eventualmente commissionate verranno espletate unicamente mediante assegnazione di lettera di incarico professionale/occasionale, nelle aree geografiche limitrofe a quelle di residenza.

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La certificazione dei prodotti biologici – Corso confermato

Iscrizioni sono ancora aperte.

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Il corso “Il controllo e la vigilanza sulle certificazioni dei prodotti biologici” è stato confermato si svolgerà a Roma il 24 e il 25 Ottobre presso il Comitato Italiano Unicef di Via Palestro 68.

Il corso seguirà il seguente programma:

24 ottobre 2014

  • La disciplina del biologico: gli obblighi e le responsabilità degli OdC alla luce dei recenti sviluppi giurisprudenziali e dei progetti di riforma legislativa. (D. Pisanello)
  • I prodotti a Qualità Regolamentata, il Comitato Nazionale di Vigilanza ed Il Ruolo del Mi.P.A.A.F. – ICQRF (L. La Torre)
  • La valutazione dei curriculum professionali del personale tecnico ispettivo degli Organismi di Controllo dei prodotti di Qualità Regolamentata, con particolare riferimento all’aggiornamento professionale ed i conflitti di interesse. (C. Agricoli)
  • Compiti del personale ispettivo degli Organismi di controllo e di Vigilanzanel settore dell’agricoltura biologica; il sistema nazionale di vigilanza in agricoltura biologica (L. Timi)
  • Formazione, aggiornamento e valutazione delle competenze professionali dei tecnici ispettori per produzioni biologiche (D. Ferrucci)

25 ottobre 2014

  • Tracciabilità, campionamento legale, risultato analitici e gestione delle non conformità (S. Sequino- ICQRF)
  • L’attività investigativa nell’agro-alimentare: art. 266, let. f ter-c.p.p. (A. Natalini)
  • Il reato alimentare e l’accertamento del profitto da reato ricavato dall’ente ai sensi del D.Lgs 231/2001 (A. Natalini)
  • Organismi di Controllo e conflitto di interesse; I modelli organizzativi: strutture aziendale e prevenzione (A. Natalini)
  • Normativa europea e nazionale di riferimento (A. Natalini)
  • I reati agro-alimentari contestabili e l’accertamento del profitto (A. Natalini)
  • Question Time

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Convertito in legge il Decreto Campolibero… ma campo libero a chi?

Quali le procedure, gli adempimenti e i limiti operativi per il personale ispettivo, di controllo e di vigilanza nelle aziende agricole

estratto da pieronuciari.it
Convertito in legge con modifiche il Decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 (Decreto Campolibero)
E’ stato convertito nella legge  11 agosto 2014, n. 116, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20/8/2014, il DL 24 Giugno 2014, n. 91, meglio conosciuto come “Decreto Campolibero”.

Come si ricorderà, nella stesura iniziale il Decreto Legge presentava delle incongruenze che, Vegetables in wicker basket isolated on whitese non corrette, avrebbero reso parzialmente inapplicabile la norma.
Analizzando il testo è possibile verificare che sono state apportate sostanziali modifiche al 2° e al 3° comma dell’articolo 1, relativamente ai controlli e alle violazioni.
Nel secondo comma sono stati aggiunti, tra gli organismi di controllo (organi di polizia e i competenti organi di vigilanza e di controllo), anche gli “organismi privati autorizzati allo svolgimento di compiti di controllo dalle vigenti disposizioni”.
Per quanto previsto nel comma 2, quindi, tutti i controlli effettuati da tutti gli organismi, dovranno essere riportati nel Registro unico dei controlli ispettivi, di prossima istituzione, al quale sarà possibile accedere in tempo reale.

L’istituzione del Registro Unico dei controlli ispettivi era stato previsto dal legislatore per “non recare intralcio all’attività di impresa”, oberate (mi si perdoni l’ironia!) dai continui e pressanti controlli da parte delle Autorità competenti.

Conseguentemente, come previsto dalla norma, “gli adempimenti relativi alle annualità sulle quali sono stati effettuati i controlli non possono essere oggetto di contestazione in successive ispezioni relative alla stessa annualità e tipologia di controllo, salvo quelle determinate da comportamenti omissivi o irregolari dell’imprenditore, ovvero nel caso in cui emergano atti, fatti o elementi non conosciuti al momento dell’ispezione”.

Una considerazione
Ci sarebbe parecchio da disquisire sul contenuto del capoverso riportato tra virgolette, perché in poche righe il legislatore è stato capace di dire tutto e il contrario di tutto!

Nella prima parte viene detto che: “gli adempimenti  relativi alle  annualità sulle quali  sono stati effettuati i controlli non possono essere oggetto di contestazione  in  successive ispezioni  relative alla  stessa annualità e tipologia di controllo”, ma subito dopo viene precisato che non possono essere oggetto di nuova contestazione, “salvo quelle determinate da comportamenti omissivi o irregolari dell’imprenditore, ovvero nel caso in cui emergano atti, fatti o elementi non conosciuti al momento dell’ispezione”.

Ora,  se io Agente di Polizia Municipale decido di effettuare un  controllo presso  lo spaccio alimentare di un’azienda agricola dove, grazie ai dati contenuti nel Registro unico dei controlli ispettivi, vengo a conoscenza che tre mesi prima i colleghi della locale stazione dei Carabinieri avevano accertato la violazione dell’obbligo di indicazione delle sostanze allergeniche utilizzate nella preparazione di un determinato prodotto alimentare, diffidando il contravventore alla regolarizzazione entro 20 giorni,  puntualmente avvenuta,  in base alla prima parte del capoverso,  nell’ipotesi in cui riscontrassi nuovamente la violazione, non potrei procedere a nuova contestazione, ma, per la seconda parte dello stesso, riscontrando un comportamento omissivo potrei direttamente redigere un verbale e sanzionare il contravventore, visto che la nuova versione del comma 3, dell’articolo 1, del DL Campolibero prevede l’istituto della “diffida” solo la prima volta in cui viene accertata una determinata violazione.

(Ma… scusate, l’omettere di indicare i prodotti allergeni utilizzati, l’elenco degli ingredienti, i prezzi, il rispetto del peso netto e delle normative annonarie in genere, non è SEMPRE un comportamento omissivo da parte dell’imprenditore? Che senso ha scrivere nella prima parte che “gli adempimenti relativi alle annualità sulle quali sono stati effettuati i controlli non possono essere oggetto di contestazione in successive ispezioni relative alla stessa annualità e tipologia di controllo” quando subito dopo viene stabilito esattamente il contrario?)

Un’altra significativa modifica apportata, riguarda il comma 3.
La defnizione “di lieve entità”, riferita alle violazioni delle norme in materia agroalimentare, è stata eliminata con la riscrittura dell’intero comma al quale sono state aggiunte frasi più appropriate con l’evidente scopo di prevenire dubbi interpretativi.
Operazione, questa, riuscita ad avviso di chi scrive, solo a metà.

Analizzando la nuova versione del 3° comma, infatti, è possibile vedere che la definizione “di lieve entità”, è stata sostituita con “per le violazioni … per le quali è prevista l’applicazione della sola sanzione amministrativa pecuniaria, l’organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerta  per la prima volta l’esistenza di violazioni sanabili, diffida l’interessato …[omissis]”.
Il paragrafo successivo stabilisce che “per violazioni sanabili si intendono errori e omissioni formali che comportano una mera operazione di regolarizzazione ovvero violazioni le cui conseguenze dannose o pericolose sono eliminabili”.

E’ da evidenziare che quanto previsto nella precedente versione del comma 3, ovvero che “[omissis] Le disposizioni di cui al primo periodo (la diffida… nota da ricordare!)  si applicano anche ai prodotti già posti in vendita al consumatore finale, con esclusione delle violazioni relative alle norme in materia di sicurezza alimentare”, è stato eliminato e non compare nel nuovo testo.

Con la cancellazione di questo paragrafo, se da un lato il legislatore è riuscito ad eliminare l’incongruenza con le norme in materia di sicurezza alimentare (che, peraltro, al loro interno già prevedevano l’istituto della diffida per determinati tipi di violazioni), dall’altro è riuscito a creare nuovi problemi interpretativi visto che, se si dovesse intendere la norma in maniera restrittiva, sembrerebbe che le violazioni relative ai  prodotti già posti in vendita al consumatore finale, siano escluse dall’istituto della diffida (se non fosse così, perché togliere il riferimento?). La soppressione del paragrafo farebbe infatti pensare questo, ma, come al solito, si rimane in attesa della inevitabile circolare esplicativa nella speranza che questo dubbio venga chiarito.

Continuando l’analisi delle novità introdotte nell’articolo 1, è da evidenziare l’integrazione effettuata al comma 4, che ha esteso lo sconto del 30% per il pagamento delle sanzioni amministrative entro cinque giorni anche alle violazioni contestate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto, a condizione che l’interessato effettui il pagamento e trasmetta all’Autorità competente la relativa quietanza entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Alcune considerazioni pratiche
Mentre nel suo complesso è possibile affermare che il DL 24 Giugno 2014, n. 91, convertito nella Legge 192/2014, per quanto riguarda l’agricoltura,  appare abbastanza positivo, visto che disciplina la produzione di diversi prodotti di un settore che attualmente è ai primi posti delle esportazioni del nostro Paese, lo stesso ottimismo non è possibile mostrarlo per quanto riguarda il meccanismo dei controlli  che è stato creato e che, in tutta sincerità, il legislatore si poteva risparmiare, visto che ha discriminato tutti gli esercizi commerciali del settore alimentare del nostro Paese creando attività commerciali di serie “A”, in teoria protette dai controlli e dalle sanzioni, e attività di serie “B”.
Spiace constatare quanto sia lontano il legislatore dall’Italia reale e da quello che realmente accade nel nostro Paese, dove l’esportazione di prodotti agroalimentari di qualità, stante la crisi di tutti gli altri settori, costituisce già da ora una delle risorse principali per la nostra economia.
Spiace constatare la superficialità di chi crede di avvantaggiare questo settore economico riducendo i controlli che, di fatto, sono l’unica garanzia per la tutela dei consumatori italiani ed esteri.

Ma i nostri politici sono al corrente della situazione in cui versano in Italia gli organismi di controllo pubblici e privati?
Evidentemente no.
Gli organismi di controllo pubblici, come i lettori sapranno, hanno tutti una carenza cronica di personale e di mezzi, mentre quelli privati hanno “le mani legate” per legge.

I Consorzi di tutela, ad esempio, che con i loro Agenti vigilatori (con o senza qualifica di PG) all’interno delle attività agroalimentari possono controllare solo la fase di commercializzazione ma non quella di produzione (la più importante!), oppure quelli del settore del vino che non possono procedere ad alcuna contestazione.

Dinnanzi a questa situazione, lacunosa e carente, vedere i nostri politici lavorare ad una legge che limita ulteriormente i controlli, dà  decisamente  fastidio e fa sorgere non pochi dubbi sulla serietà e competenza del Ministero competente!

Anziché modificare le leggi dando più potere ai controlli, visto che la truffa (con la conseguente perdita di immagine per il nostro Paese) è sempre dietro l’angolo,  a livello ministeriale c’è addirittura chi pensa, bontà sua, che sia utile incrementere l’armata “disarmata” dei controllori privati, ritenendo “un investimento” aumentare l’attuale numero degli Agenti Vigilatori dei Consorzi di tutela (177 elementi) portandoli a mille unità!
(http://www.teatronaturale.it/tracce/economia/19635-in-177-agenti-vigilano-su-un-fatturato-di-12-miliardi-di-euro-all-anno.htm)
Ma la fantasia dei nostri politici non finisce qui, visto che, recentemente, c’è chi si è inventato il controllo su internet, sui prodotti finiti, distogliendo energie dai controlli utili, ovvero quelli riguardanti la fase di commercializzazione delle varie eccellenze alimentari!

A questo link, infatti, potete leggere dell’accordo posto in essere dal Ministero delle Politiche Agricole con Ebay per la tutela e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari DOP e IGP: (http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7611).

Come già scritto in altri articoli, l’Italia sta navigando “a vista”!
Il timone è tenuto da politici che, in base ai fatti, non riescono ad avere una visione globale delle problematiche, limitandosi a “sfornare” interventi a “macchie di leopardo”, che, spesso, creano più problemi di quelli che vorrebbero risolvere.
Con tutto l’ottimismo possibile, siamo finiti in mezzo ad una palude dalla quale, se le cose continueranno ad andare avanti in questo modo, difficilmente riusciremo ad uscire fuori!

www.pieronuciari.it

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Piero Nuciari
di Piero Nuciari
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IL CONTROLLO E LA VIGILANZA SULLE CERTIFICAZIONI DEI PRODOTTI BIOLOGICI

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ISCRIZIONI ANCORA APERTE

Controllo e vigilanza sui prodotti BIO. Attività, procedure, adempimenti e limiti tecnico-giuridico-operativi del personale ispettivo

corso confermatoUna “due giorni” interamente dedicata a sviscerare e approfondire le problematiche legate alle attività di controllo e vigilanza sulla certificazione dei prodotti BIOLOGICI e di Qualità Regolamentata, anche in relazione ai recenti fatti di cronaca, con provvedimenti cautelari e sequestri effettuati dall’Autorità Giudiziaria con la collaborazione dell’ICQRF e della Guardia di Finanza.

Prodotti biologici alla luce del decreto CampoliberoLe recenti modifiche e la conversione in legge 11 agosto 2014 n.116 del DL 24 Giugno 2014, n. 91, meglio conosciuto come “Decreto CampoLibero”, impone un’attenta analisi sulle attività ispettive, di controllo e vigilanza nelle aziende agroalimentari.

Si rende infatti necessario e urgente dipanare le questioni relative un sistema normativo che assegna responsabilità giuridiche di natura civile, penale e risarcitoria in capo sia al tecnico ispettore che all’organismo di controllo, di certificazione e di vigilanza.

Il corso è aperto a tutto il personale operativo e ispettivo degli Organismi di Controllo e Vigilanza sulle certificazioni dei vari prodotti di Qualità Regolamentata e, in qualità di relatori vedrà la partecipazione di magistrati, avvocati, agronomi, dirigenti, funzionari e ispettori dell’ICQRF- Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi.

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