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Concorso Oleario Internazionale ARMONIA

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Sono aperte le iscrizioni al Concorso Oleario Internazionale Armonia – Emisfero NORD

Il Concorso Oleario Internazionale Armonia, giunto alla XI edizione è ancora il primo e l’unico Concorso Oleario Internazionale che coinvolgendo produttori, assaggiatori, chef, foodies e consumatori riconosce e premia i migliori EVOO internazionali ed il loro utilizzo consapevole nell’abbinamento olio-cibo.

Il Concorso è ideato e organizzato da IRVEA – Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentari e Ambientali e Olive Oil Academy in collaborazione con la C.C.I.A.A. di Parma e S.S.I.C.A.- Stazione Sperimentale Industrie delle Conserve Alimentari di Parma.

Il Concorso si propone di:

• stimolare e incoraggiare olivicoltori e frantoiani per il miglioramento della qualità del prodotto, riconoscendo e premiando i migliori EVOO internazionali;

• promuovere la conoscenza, l’utilizzo consapevole e l’armonizzazione del gusto nella combinazione olio-cibo, mediante competizioni gastronomiche tra chef professionisti, giovani cuochi, foodies e comuni consumatori;

• premiare per promuovere ristoranti, ristoratori, chef e tutte quelle strutture che si distinguono nel corretto e razionale utilizzo e promozione dell’extravergine di Eccellenza nella Ristorazione, nelle Scuole di Alta Cucina e Gastronomia nei vari Paesi.

Armonia Trophy is the first and only Olive Oil Competition that encourages restaurateurs, caterers, chefs and young chefs, foodbloggers enthusiasts and consumers to expand their knowledge about the “EVOO of Excellence” and the new “alternative use” for increasing consumption in the kitchen and on the table.
Aims of the contest are:
  • to encourage olive oil producers and processors to strive to improve their quality, to promote excellence in extra virgin olive oil and the appreciation of its health and nutrition benefits in the kitchen and on the plate;
  • rewarding with awards and prizes the best olive oil producers in all the world, with the aim of promoting and increasing knowledge of Extravirgin Olive Oil and consumption in their local markets;
  • to promote the study and the knowledge of olive oil quality, classification and new “alternative” techniques for restaurant kitchen, table and bakery use.
A competition that guarantees the anonymity of the participants, the impartiality of the evaluation and that favors the promotion, the knowledge of oil of quality and the “alternative uses” in restaurants and in general in the kitchen.

Brief Presentation of the Competition

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L’Italia riparte dall’Olio: grandi novità all’VIII Concorso Oleario Internazionale Armonia -Trofeo IRVEA

Il giorno in cui l’olio italiano ha preso la sua rivincita

All’Auditorium UNICEF di Via Palestro a Roma, alla presenza dei produttori di olio extravergine di oliva e degli alunni e docenti degli Istituti Alberghieri partecipanti al Progetto Oleum Sapiens “Olio, Riso & … tra terra e mare”, sono stati premiati i vincitori dell’ottava edizione del Concorso “Armonia”.

Dopo un lungo inverno all’insegna del discredito a causa di episodi mediatici che hanno messo in discussione la reputazione delle produzioni italiane di olio, l’Italia fa incetta di premi e l’olio extravergine di oliva italiano di eccellenza torna a far parlare di sé, ma questa volta in maniera assolutamente positiva.
Un’inversione di tendenza, che si spera faccia da preludio a una nuova stagione di successi del made in Italy nel settore oleario e, più in generale, in tutto il comparto delle eccellenze agroalimentari.

Il Concorso “Armonia”, come consueto, non solo ha dato ampio spazio alla produzione olearia d’eccellenza, ma nel contesto del Progetto Oleum Sapiens “Olio, Riso & … tra terra e mare”, si è concentrato anche sull’utilizzo dell’olio in cucina in abbinamento con il riso Acquerello, premiando, con un soggiorno studio presso il prestigioso ristorante londinese Fifteen London di Jamie Oliver, gli studenti degli Istituti Alberghieri che si sono distinti nell’ideazione e preparazione di ricette e presentazioni realizzate con i migliori oli extravergini di oliva vincitori del concorso.

Sono intervenuti alla cerimonia di premiazione Mauro Martelossi, direttore e ideatore del Concorso, Piero Rondolino patron di Acquerello – Il Riso, la dott.ssa Laura La Torre già direttore generale della Vigilanza per la qualità e tutela del consumatore ICQRF e l’Avv. Pisanello Lex Alimentaria Studio Legale .

Trofeo Nazionale Oleum Sapiens
Si conferma come uno degli appuntamenti più attesi il Trofeo Nazionale Oleum Sapiens, la competizione tra i giovani aspiranti chef degli Istituti Alberghieri che hanno ricevuto, come consueto in forma anonima, gli oli vincitori del Concorso e con questi hanno ideato e realizzato ricette per esaltare il gusto e gli abbinamenti olio-riso.

Al primo posto Francesco D’Aversa dell’Istituto per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera “Sergio Ronco” di Trino (VC) con la ricetta “Biscotti profumati al finocchio e arancia con spuma all’evo e ganache di riso”, al secondo posto Andrea Brugnetti dell’Istituto Superiore Ist. Sup. L.Einaudi di Sora (FR) con la ricetta “Rotolo di sgombro con riso Acquerello e gambero rosso di Ponza con la sua crocchetta su cuditè di sedano rapa”.
Terzo premio speciale e appositamente istituito per premiare la creazione dello studente Andrea Moschini dell’Istituto per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera “Sergio Ronco” di Trino che ha piacevolmente stupito la giuria con il suo “Gelato di riso alle viole con biscotto di pula e cardomomo”.

Già anticipato il filo conduttore della prossima edizione del Trofeo Nazionale Oleum Sapiens che si concentrerà soprattutto su riso, pasta, orzo e farro.

GLI OLI PREMIATI
Nella categoria Fruttato Delicato
al primo posto si è classificata l’azienda agricola Toscana Il Pino Bioagricoltura Soc.Agr. con il suo IGP Toscano Bio;
al secondo posto la calabrese Agricola Diana con l’olio Diana.

Per il Fruttato Medio
al primo posto Marsicani Nicolangelo Azienda Agricola con l’olio Marsicani DOP Cilento dalla Campania
e al secondo posto La Vecchia Macina Agrolio della pugliese Agrolio Srl.

Nella categoria Fruttato Intenso,
al primo posto si posiziona la slovena Ekoloska Kmetija Morgan con il suo Olio Morgan
e al secondo posto il Don Gioacchino Terra de’Donno dell’azienda pugliese Agricola Leone Sabino.

Lista completa dei Premiati e photogallery sul sito www.oliveoilagency.org

Grana, al femminile, è un grattacapo, una seccatura, una rogna, un grosso problema insomma. Ma al maschile il grana, dal latino granum (chicco) cioè di grana grossa, è il formaggio più noto e diffuso al mondo

Grana (grossa) per palati fini

Articoloimages1Grana, al femminile, è un grattacapo, una seccatura, una rogna, un grosso problema insomma. Ma al maschile il grana, dal latino granum (chicco) cioè di grana grossa, è il formaggio più noto e diffuso al mondo (così insiste uno slogan), certamente è unico soprattutto per la sua utilizzazione in cucina. Come antipasto con il grissino o il crostino caldo o le bruschette, o le tartine, poi in tutte (o quasi) le paste, i risi, le minestre, le zuppe, dentro mille piatti, per essere, da solo, perfino squisito secondo, accompagnato da delicate marmellate di ortaggi o come contorno con le verdure, e ancora nelle insalatone con la frutta, nelle pizze. E la polenta con qualche boccone di grana appena staccato e basta?

Ma anche nella dieta, prima, durante e a fine pasto, perfino utile in certe terapie dove bisogna far attenzione ai grassi. I medici-dietologi ci fanno notare che il grana è privo di zuccheri, quindi apprezzato dai diabetici e dai colitici per le sue qualità antifermentative

E poi è buono, buonissimo. E questo è universale.

Il formaggio grana ce lo invidia tutto il mondo e ha, da decenni, imitatori senza speranze mentre i cugini francesi, che hanno il culto del formaggio, darebbero chissà cosa per presentare nei loro famosi tableaux anche qualcosa come il grana (e il gorgonzola, tanto per citare un’altra gloria casearia nazionale).

Riferendosi alla zona di produzione del latte e della sua trasformazione, alla tecnologia casearia e alle caratteristiche finali, il grana è identificato soprattutto come parmigiano- reggiano, e grana padano, ma ci sono anche altre denominazioni locali che ben poco modificano, se non per un antico vizio di campanile, caratteristiche e tipicità di questo antico formaggio.

Fatto con latte di vacca crudo, scremato (al grana è destinato un quarto del latte prodotto in Italia) è il vanto dell’arte casearia nazionale dove pure sono presenti, non dimentichiamolo, oltre 500 tipi di formaggi, (tra vaccini, pecorini, caprini, bufalini e misti).

Di questa immensa disponibilità gastronomica, almeno per il grana dobbiamo sicuramente essere riconoscenti (è documentato) alle solite comunità monastiche degli inizi dell’altro Millennio. Ai bravi monaci dobbiamo già certe specialità medicinali contro molti disturbi, le tisane, i decotti, gli infusi, la distillazione con le erbe, la conservazione della frutta, l’utilizzo del miele e le preghiere perché di tutto se ne faccia sempre un uso moderato.

Tanto per dare qualche veloce informazione su cosa mangiamo, in ogni 100 g di formaggio parmigiano sono presenti 36 g di proteine di origine animale, mentre, tanto per fare un paragone non superano i 20-21 g per etto nelle carne di vitello o nel pesce. Il grana – dicono i tecnici assaggiatori – ha un gusto tipico, caratteristico, non piccante, gradevole, stuzzicante l’appetito, di colore leggermente paglierino. E’ stagionato in 14-18 mesi, e si presenta nelle grandi forme da trenta chili.

È un formaggio a pasta cotta, dura, semigrasso a lenta maturazione, si produce dal tredicesimo secolo in Italia Settentrionale quasi dappertutto, Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia Romagna.

Nel gatto di Pinocchio il grana abbondava nella trippa; un formaggio “ ardente” per il Casanova, che di certe cose se ne intendeva; semplicemente nutriente per Moliere.

Grana, al femminile, è un grattacapo, una seccatura, una rogna, un grosso problema insomma. Ma al maschile il grana, dal latino granum (chicco) cioè di grana grossa, è il formaggio più noto e diffuso al mondo

 

 

di Zafferano anno 7 - Ottobre 2005 - n.21