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La prevenzione e la repressione dell’agro-pirateria: dal dire al fare

Roma 16 maggio 2014.

Al termine del Corso dedicato alla lotta contro le frodi agro-alimentari, promosso da IRVEA, Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentari e Lex Alimentaria Studio Legale, si è svolta ieri, a Roma presso l’Auditorium Unicef, una Tavola Rotonda sul tema «La prevenzione e la repressione dell’agro-pirateria: dal dire al fare».

I relatori hanno dibattuto appassionatamente il tema, apportando in ogni intervento preziosi contributi di riflessione. Ognuno dal suo punto di vista, è riuscito a disegnare e delineare un panorama delle nuove sfide e un quadro delle nuove priorità e strategie che tutto il mondo agroalimentare dovrà affrontare, già ad iniziare dall’Expo di Milano, e poi, negli anni futuri.

Laura La Torre, già direttore generale della Vigilanza per la qualità e tutela del consumatore ICQRF, nel suo intervento ha auspicato idee più chiare nelle due fasi di prevenzione e di repressione. Lo Stato e tutti i soggetti interessati, ha affermato La Torre, dovrebbero mettere in campo anche un maggiore coordinamento nell’esercizio del controllo e nella tutela del consumatore.

Daniele Pisanello, avvocato specialista di Diritto Alimentare e titolare di Lex Alimentaria Studio Legale, ha sottolineato l’importanza, in prospettiva, della proposta di riforma della disciplina comunitaria sui controlli ufficiali sugli alimenti, in discussione al Parlamento Europeo. In particolare, l’avv. Pisanello ha richiamato il rafforzamento delle misure correttive delle non conformità e gli “obblighi di informazione” previsti nella proposta. Riguardo agli organismi di certificazione o controllo, l’avvocato ha posto in evidenza come il nuovo quadro normativo dovrebbe portare sì a un maggior coinvolgimento di “organismi e persone fisiche” nello svolgimento di talune porzioni del controllo ufficiale, ma con requisiti di trasparenza e obblighi di rapporto ben precisi.

Proprio l’importanza della trasparenza e dell’obbligo di informazione è stato sottolineato anche da Carla Brienza, Presidente del Consiglio Nazionale dei Tecnologi Alimentari, la quale ha chiarito come gli ordini professionali svolgono un ruolo fondamentale a garanzia dei cittadini e della società, puntualizzando il ruolo del codice deontologico del tecnologo alimentare, posto a tutela della salute pubblica.

Ulisse Vivarelli, Presidente Solos e consigliere Indicam, ha evidenziato come il mondo della contraffazione sia ben organizzato, tanto da costituire quasi una “industria del soffocamento della qualità”. Andando oltre le solite raccomandazioni generiche, Vivarelli ha delineato un percorso virtuoso da compiere, sintetizzato in un acronimo: STAI. Serielizzazioni, perchè ogni prodotto ha una identità. Tracciabilità, ogni prodotto ha anche una storia. Autenticità: ogni prodotto è unico col sul Dna. Integrità: ogni prodotto rivela l’impronta genetica.

Antonio Limone, in rappresentanza della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, nel suo coinvolgente intervento, ha invitato tutti gli operatori di settore ad usare più cautela nella comunicazione. Cercando ogni volta, di dare al consumatore più certezze e meno inganni. Questo per Limone significa una maggiore tutela e salvaguardia della salute, della produzione e dei territori. E proprio per ridare dignità agli alimenti, all’ambiente e al territorio, in particolare del Sud d’Italia, proprio in questi giorni che la Terra dei Fuochi è ritornata alla ribalta, oltre duemila Aziende si sono consorziate, aumentando tra di loro i controlli, proprio per una maggiore garanzia e tranquillità del consumatore finale. Ognuno di noi al supermercato quindi, utilizzando il sistema QR CODE, (che non è altro la carta di identità del prodotto), può in tempo reale col suo telefonino, dinanzi ad una mozzarella di bufala, verificarne e valutare la sua qualità e bontà.

Il direttore esecutivo IRVEA, Mauro Martelossi, infine, ha auspicato, per ridare sicurezza e tranquillità al consumatore e più credibilità al settore, maggiori e più ampie sinergie e collaborazione tra gli Organismi di controllo, anche con l’ausilio degli operatori dei vari Ordini Professionali, su tutti gli anelli delle diverse filiere. Un auspicio tanto più importante ora che a grandi passi ci avviciniamo all’Expo 2015 quando saremo sempre più sotto i riflettori di tutto il mondo.

Non è potuta intervenire al convegno l’onorevole Colomba Mongiello, della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, perchè trattenuta alla Camera in una giornata particolarmente impegnativa di lavori parlamentari.

speciale tg1

Sai cosa mangi? Enrica Majo giornalista Rai modera la Tavola Rotonda del 15 Maggio

Sarà Enrica Majo, giornalista e autrice del programma “Sai cosa mangi?” di Speciale TG1 aspeciale tg1 moderare la Tavola Rotonda “La prevenzione e la repressione dell’agropirateria: dal dire al fare” che si terrà il 15 Maggio 2014 a conclusione della tre giorni formativa sulle “Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi DOP-IGP-DOC-DOCG” organizzata da IRVEA, Carpi investigazioni e lo studio legale Lex Alimentaria.

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Ulteriori informazioni
Segreteria Organizzativa: IRVEA– Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentare
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Sito web: www.irvea.org

DG SANCO APRE I LAVORI AL CORSO SULLE TECNICHE INVESTIGATIVE PER LA LOTTA ALLE FRODI AGRO-ALIMENTARI

Il 12 maggio a Roma prende avvio una tre giorni dedicata alla lotta contro le frodi agro-alimentari. Ad aprire i lavori l’intervento di una delegazione della DG SANCO, sulle tematiche relative “gli strumenti per l’assistenza e la Cooperazione amministrativa degli Stati membri”.
Il dott. Vincenzo Pacileo della Procura della Repubblica di Torino, affronterà inoltre le tematiche inerenti le attività di vigilanza e controllo svolte dai Consorzi di Tutela e dagli Organismi di certificazione e le possibili interazioni dei vari organismi di indagine, pubblici e privati nella tutela dei prodotti, dei marchi e del Made in Italy in genere.
A tal riguardo il P.M. dott. Natalini della Procura di Siena, impegnato in scottanti inchieste nel settore, esporrà i più recenti sviluppi investigativi e giurisprudenziali in materia di responsabilità amministrativa da reato agro-alimentare ai sensi del D.lgs. 231/2001 per i Consorzi di Tutela, gli Organismi di Controllo e gli enti privi di personalità giuridica.
Durante l’evento, altri magistrati, veterinari, avvocati ed esperti nella attività di investigazione nel settore agro-alimentare, si susseguiranno nell’analisi delle metodiche operative e delle tecniche di indagine sulla sicurezza alimentare, il monitoraggio delle importazioni clandestine e le garanzie sulla qualità dei prodotti e dei vini, anche a Indicazione Geografica Protetta.
Seguirà la Tavola Rotonda: “La prevenzione e la repressione dell’agro-pirateria: dal dire al fare” moderata da Enrica Majo di Speciale TG1, autrice del programma “Sai cosa mangi”

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Investigatori della sicurezza alimentare per la lotta ed il contrasto alle frodi e contraffazioni

CORSO CONFERMATO

Una nuova professione per porre un freno a contraffazioni alimentari, importazioni clandestine di prodotti, concorrenza sleale e al dilagante fenomeno dell’agro-pirateria.

etichetta-leggereDopo l’allarme lanciato dal Parlamento Europeo in merito al “Falso Alimentare” si fa richiesta agli Stati membri di “creare le condizioni favorevoli per consentire agli informatori di denunciare le cattive pratiche in modo sicuro e anonimo”.

Sull’argomento e su molte altre problematiche relative anche alle tecniche e metodiche investigative, Irvea, Carpi Investigazioni e Lex Alimentaria, organizzano, un seminario di formazione e perfezionamento che si terrà a Roma nel mese di maggio.

Un vero e proprio “addestramento” con magistrati impegnati in prima linea nel settore, esperti nelle attività di investigazione, veterinari, dirigenti dell’ICQRF-Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi e avvocati che approfondiranno le tematiche e le tecniche per una concreta azione di lotta per il contrasto alle frodi e contraffazioni sui prodotti e sui marchi agroalimentari.

L’incontro è finalizzato alla formazione di una figura professionale con specifiche competenze di natura tecnico-giuridica e investigativa non solo in ambito produttivo, commerciale e delle importazioni, ma anche nell’applicazione delle regole di sicurezza alimentare.

Si rivolge in particolare a tutti coloro che possono operare nel ruolo tecnico ausiliario di indagine a supporto delle agenzie di controllo, vigilanza e investigazione pubblica e privata.

Ispettori con competenze tecnico-giuridiche sull’acquisizione e la gestione degli elementi probatori in campo agroalimentare e vitivinicolo, sulle certificazioni DOP-IGP-DOC-DOCG- BIO e alla loro regolarità commerciale, in vista di una lotta più efficace all’agro-pirateria, per azioni a tutela che garantiscano una riduzione risolutiva dei tempi processuali.

Detti operatori, previa richiesta, potranno inoltre essere inseriti nel Registro Nazionale Ispettori e Operatori della Qualità, strutturato da IRVEA e al servizio delle aziende e degli operatori del settore.

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Rif. 125








Sono previste specifiche agevolazioni in convenzione per Tecnologi Alimentari, Agronomi, Veterinari, Tecnici della Prevenzione iscritti ai rispettivi Ordini Professionali (OTAN- OTACL- ARDAF- FNOVI-UNPISI) patrocinatori dell’evento.

Dette agevolazioni si praticano anche ai neo laureati e studenti delle rispettive scuole di specializzazione.

Per informazioni o iscrizioni

Segreteria Organizzativa: IRVEA– Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentare

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Alimenti-779146

INVESTIGATORI IN CATTEDRA PER LA LOTTA ALLE FRODI E CONTRAFFAZIONI E LA SICUREZZA ALIMENTARE

Alimenti-779146NUOVE DATE

Roma, 12-13-14-15 Maggio 2014

Magistrati, dirigenti dell’ICQRF, avvocati, veterinari ed esperti nelle attività di investigazione pubblica e privata, approfondiranno le tematiche e le tecniche per una concreta azione di lotta per il contrasto alle frodi e contraffazioni agroalimentari

…dai flussi sulle importazioni alla nazionalizzazione “clandestina” dei prodotti a Denominazione e Indicazione Geografica (DOP-IGP- DOC-DOCG)…dal falso in etichetta al falso documentale e le strategie operative il controllo e la tutela dei prodotti e dei marchi in Italia e all’estero

…le competenze multidisciplinari per il “Ruolo Tecnico Ausiliario” nelle attività di accertamento e indagine (Veterinari, Avvocati, Tecnologi Alimentari, Biologi, Agenti vigilatori e…)

Dalle truffe commerciali a quelle sanitarie ed il rischio di nuovi possibili casi di Vino al Metanolo… Le tecniche investigative per l’accertamento degli illeciti e l’acquisizione degli elementi probatori; le fonti di indagine, le “prove illecite” e…

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Con il patrocinio di:

FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, CNOTA- Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari, OTA- Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, UNPISI- Unione Nazionale Tecnici della Prevenzione, Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Roma

controlli alimentari

L’importanza dei controlli igienici nelle attività alimentari

Non so voi, ma quando mi capita di passare in una città diversa dalla mia, quando sono in vacanza o per altri motivi, recandomi in un bar per prendere un caffè o al ristorante, in base alla pulizia delle attrezzature che trovo riesco a rendermi conto se in quella località la Polizia Municipale o l’Asl effettuano i controlli igienici degli alimenti.

controlli alimentari

Può capitare, infatti, di vedere un bar che pone in vendita le paste con crema pasticcera a temperatura ambiente, senza teche di protezione, che addirittura le riscalda con l’apposito fornellino prima di somministrarle, che offre l’happy hours ai clienti senza proteggere minimamente gli alimenti esposti dalla contaminazione; oppure un ristorante che offre il buffet senza schermi di protezione, con le posate unte che passano di mano in mano e che finiscono spesso dentro il piatto di insalata o dentro le zuppe.
Se vi capita di vedere queste cose vuol dire che in quella località non funzionano né la Polizia Municipale e nè i tecnici della prevenzione della ASL.
Molto spesso i controlli di natura igienica non vengono svolti dalla Polizia Municipale perché si pensa, erroneamente, che siano un’esclusiva competenza della ASL; dall’altro versante, quello della ASL, si pensa invece che vista la carenza cronica di personale, questo genere di controlli non deve essere effettuato in maniera preventiva ma solamente una volta ogni tot numero di anni.
In mezzo a questo palleggiare di responsabilità troviamo il consumatore, ignaro e disinformato, che ogni tanto finisce al pronto soccorso per salmonella o epatite A, quando gli va bene.
Al pronto soccorso, poi, considerato come funzionano il 90% degli ospedali italiani, il personale sanitario, oberato anch’esso di lavoro, si guarda bene di indagare sulla causa della malattia del paziente, come ad esempio sapere in quale pubblico esercizio aveva mangiato, di cosa si era alimentato, etc. al fine di comunicare successivamente l’informazione al personale preposto della ASL per un sopralluogo ispettivo presso l’attività alimentare.
Queste cose avvenivano anni fa ed ora non più; attualmente si interviene solo in casi molto gravi. Per il resto il paziente viene ricoverato agli infettivi per essere curato e peggio per lui se deve trascorrere del tempo in ospedale.
Davanti a questi fatti (purtroppo reali), viene spontaneo chiedersi dove nasca questo disservizio e perché nessuno interviene.
La risposta è semplice: il disservizio nasce per l’ignoranza e la scarsa preparazione degli operatori alimentari che molto spesso non sono coscienti dei pericoli che un consumatore corre nutrendosi di alimenti igienicamente contaminati, pericoli che non sono la semplice salmonella o l’epatite ma che comprendono anche blocchi renali, cirrosi epatica, etc. fino ad arrivare al cancro.
A monte, invece, la responsabilità è da attribuire a chi comanda, a cominciare dai nostri governanti eternamente presi dalle loro liti da pollaio, al Ministero della Salute, spesso gestito da persone incompetenti, che negli ultimi anni, anziché unire le forze vista la carenza di personale ispettivo, hanno tentato in più occasione di tarpare le ali riguardo ai controlli di igiene alimentare alla Polizia Giudiziaria, ben sapendo che non sarebbero comunque stati capaci di garantire il reale controllo preventivo delle attività alimentari italiane a causa della carenza del loro personale ispettivo.
Davanti a tutto questo, chi paga è sempre e solo il consumatore.
E’ infatti difficile capire la superfiacialità con la quale vengono ignorati determinati controlli igienici, molto spesso elementari, come le teche di protezione della pasticceria nei bar o nei banconi degli esercizi alimentari, la presenza di schermi anti contaminazione per i servizi a buffet nei ristoranti, la pulizia dei teli nelle camere di fermalievitazione dei forni, etc.
A prima vista potranno sembrare controlli inutili, ma se si pensa che gli alimenti potrebbero essere contaminati dalla saliva (colpi di tosse, starnuti, etc) o dalle mani degli avventori, la cosa cambia.
E’ ormai assodato che il 60/70 % degli uomini, quando va in bagno non si lava le mani; pochi evidenziano che i manici dei carrelli del supermercato hanno una carica batterica addirittura superiore di quella presente sulle tavolette del wc, senza poi parlare del maneggio dei cellulari o delle monete di carta.
L’antica Scuola Medica Salernitana sosteneva che “Noi siamo quello che mangiamo”, ovvero che le malattie sono causate dai cibi che ingeriamo.
Anche se questo aforisma è passato di moda, resta comunque una verità indiscussa.
Se il lettore si prendesse la briga di cercare in internet le cause delle varie malattie più comuni che affliggono la nostra epoca, scoprirebbe che sono causate da virus, funghi e batteri.
Ma andiamo a vedere cosa possono causare nell’organismo umano alcuni tipi di batteri e di muffe più comuni, che possiamo trovare negli alimenti malcustoditi serviti nei bar e nei ristoranti.

Escherichia Coli
Escherichia Coli è il nome di un batterio che vive nel tratto digestivo di noi umani ma anche di diversi animali.
Esistono diversi tipi di batteri Escherichia Coli, molti dei quali sono innocui.

Quelli pericolosi, invece, come l’ Escherichia Coli O157:H7, possono causare insufficienza renale e anemia portando l’individuo addirittura fino alla morte. Possono infatti invadere e distruggere i reni di un malcapitato e questi se ne accorgerà solo quando questi organi non funzioneranno più!
Le infezioni da Escherichia Coli possono essere contratte entrando in contatto con le feci sia di umani che di animali. Può accadere per esempio bevendo acqua o mangiando cibo contaminato dalle feci stesse (si pensi alla cattiva abitudine dei bar di offrire gli stuzzichini nella stessa ciotola durante gli happy hours!).
L’ E. coli può insediarsi anche nella carne durante la sua lavorazione. Se la carne infetta non viene cotta a 71°C, il batterio sopravvive e noi possiamo infettarci semplicemente ingerendo la carne stessa. Questo appena descritto è il modo più comune attraverso il quale le persone vengono infettate da Escherichia Coli.

Qualsiasi cibo che entra in contatto con la carne cruda può infettarsi e a sua volta infettare noi.

Fra gli altri cibi che possono essere infetti da Escherichia Coli troviamo il latte non pastorizzato e prodotti caseari. I batteri possono diffondersi dalle mammelle della mucca al suo latte. Bisogna quindi verificare che le etichette sui prodotti caseari al fine di assicurarsi che sia presente la parola “pastorizzato”. Ciò significa che l’alimento è stato riscaldato per distruggere i batteri.
(Si pensi al pericolo costituito dalla vendita del latte crudo nell’ipotesi in cui il consumatore ignaro lo consumi senza portarlo ad ebollizione!).
Non è immune da infezione anche la frutta e verdura cruda, come lattuga, germogli di erba medica o sidro di mele non pastorizzato o altri succhi non pastorizzati che sono entrati in contatto con feci di animali infetti.
Il batterio può essere trasmesso anche da una persona all’altra, di solito quando una persona infetta non si lava le mani dopo essere stata in bagno.

L’Escherichia Coli può passare dalle mani di una persona all’altra o agli stessi oggetti che tocca.
(Il motivo per cui le paste nei bar debbono essere servite mediante l’uso delle pinze e gli stuzzichini debbono essere serviti con ciotole singole!)

Stafilococco Aureo

E’ il più virulento dei batteri appartenenti al genere degli stafilococchi.

Questo staffilococco è definito aureo perché la colonia presenta un colore dorato, è presente principalmente nel mondo animale e nell’uomo, nelle vie respiratorie, nella forfora e nel pus (infezioni di ferite, occhi, orecchi, brufoli).

La sua presenza su alimenti è indice di cattiva igiene nella manipolazione dell’alimento.
La contaminazione avviene tramite la dispersione nell’area di goccioline infette emesse attraverso la tosse o gli starnuti, ma anche per contatto diretto, ad esempio attraverso le mani di un individuo infetto che tocca un alimento.

Per questo è importante l’uso delle teche di protezione degli alimenti consumati crudi come i prodotti di pasticceria!
Lo Stafilococco Aureo produce una endotossina (o enterotossina) durante la riproduzione che avviene ad una temperatura ottimale di 30°-37° gradi. L’endotossina è termostabile, quindi resiste fino a 100° mentre il batterio muore a temperature intorno i 60°, quindi l’opposto del batterio del botulino.
La diffusione del batterio è dovuta al fatto che, essendo l’uomo un possibile portatore, la contaminazione è possibile sia prima che dopo la cottura.
Il batterio si riproduce bene in alimenti proteici contaminati, quindi uova, formaggi,

pesce ma soprattutto in quelli maggiomente manipolati dall’uomo. Non si riproduce in ambienti a PH acido. Risulta resistente alla salatura.

Lo Stafilococco Aureo è responsabile di infezioni che possono essere dislocate in diversi distretti dell’organismo come pelle, apparatro scheletrico, apparato respiratorio, apparato urinario (uretriti) e sistema nervoso centrale.
In particolare si evidenziano alcune forme di gastroenterite (intossicazione alimentare), ma anche patologie più gravi, come osteomielite, artrite settica, borsite, sindrome da shock tossico, necrolisi epidermica tossica, polmonite, meningite ed endocardite.

Listeria monocytogenes

Questo batterio che si trova nel terreno e dal terreno può infettare gli animali, quindi si ritrova nel latte crudo e nei derivati non pastorizzati.

E’ importante, quindi, che il latte crudo venga bollito e che per questo vengano avvisati i consumatori tramite le indicazioni, obbligatorie per legge, da apporre sui contenitori.
E’ sensibile ai comuni disinfettanti (quali l’amuchina), ha una temperatura ottimale di 30°-37° ed è pericolosa soprattutto in caso di gravidanza perché può portare ad aborto e malformazioni del feto.
Muffe
Sono pericolose in particolare per le spore che, se inalate, possono provocare alle

rgie (le muffe sono spore leggere volatili) e in alcune fattispecie possono produrre tossine nocive.
Nel settore alimentare tuttavia la muffa è segnale di cibo avariato, mal conservato, errata igiene, dal momento che ha bisogno di un ambiente umido e con aria non circolante. Aderisce sia ai cibi che alle superfici porose quali gli intonaci ed è particolarmente frequente dopo ad esempio fenomeni alluvionari.
Possono svilupparsi ad esempio con l’utilizzo di asciugamani non monouso di stoffa o spugna che trattiene l’umidità, da qui il divieto di utilizzo nelle attività alimentari, siano esse di vendita che di somministrazioe.
Aflatossine
Le aflatossine sono tossine prodotte principalmente da due tipi di muffe: Aspergillus flavus (solo alcuni ceppi) e Aspergillus parasiticus (quasi tutti i ceppi). Per questo appartengono alla più vasta categoria delle micotossine. Le muffe del genere Aspergillus vengono classificate alla famiglia delle Trichocomaceae, dell’ordine Eurotiales, tra i pezizomiceti. Oltre a queste due specie principali, micotossine vengono prodotte a anche da Aspergillus nomius ed Aspergillus niger.
Il nome aflatossina deriva proprio da quello di A. flavus, responsabile della prima epidemia da micotossine descritta, riscontrata nel 1961. Queste muffe producono almeno 13 diversi tipi di aflatossine. Le B1, B2, G1 e G2 sono considerate tra le più pericolose, di cui la B1 è la più tossica e anche la più diffusa.
Le aflatossine sono tossine potenti, cancerogene, mutagene e immunosoppressive
Per questo è importante il controllo delle camere di fermalievitazione dei fornai per verificare lo stato igienico e il colore dei teli dove vengono messi a lievitare i filoncini di pane.
Se il colore è giallo-verdino, è in atto una contaminazione da Aspergillus Flavus;
se il colore riscontrato si avvicina al nero siamo di fronte ad un altro fungo della famiglia Aspergillus (in natura ne esistono circa 200 tipi differenti).
È quasi inutile aggiungere che entrambe le contaminazioni risultano essere molto pericolose per la salute umana.
Se rinvenite il telo di questi due colori, è bene non sottovalutare il problema perché è stato dimostrato che un immunosoppresso (un anziano, un trapiantato, una persona affetta da altre malattie, etc.) che si ciba per alcuni mesi di questo pane infetto, ha buone probabilità di ammalarsi di cancro.
Il colore rosa tendente al rossiccio testimonia invece la presenza della poco pericolosa neurospora crassa, meglio conosciuta come “muffa del pane”.
Se la macchia è invece di colore verde con formazioni azzurrine, ci troveremo di fronte al fungo Penicillium, decisamente poco pericoloso.
Questi appena descritti sono solo alcuni dei funghi e batteri che possono causare serie malattie nell’uomo, ma ce ne sono molti altri.
Durante i corsi per l’abilitazione allo svolgimento delle attività alimentari, raramente vengono trattate queste problematiche e il mancato rispetto delle più elementari norme igieniche da parte degli operatori del settore alimentare, che si riscontra quotidianamente durante i controlli, è spesso da attribuire alla superficialità dovuta alla scarsa preparazione ricevuta nei suddetti corsi.
E’ quindi importante, per chi effettua i controlli igienici, rendersi conto del motivo ultimo per cui queste accertamenti devono essere effettuati, bandendo ogni superficialità o tolleranza, visto che è in gioco la salute delle persone.
Piero Nuciari
www.pieronuciari.it

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TECNICHE INVESTIGATIVE PER LA GARANZIA DELLA SICUREZZA ALIMENTARE E LA TUTELA DEI PRODOTTI E DEI MARCHI DOP-IGP-DOC-DOCG

Le attività e le procedure giuridico-ispettive per l’acquisizione degli elementi probatori e la riduzione dei tempi processuali nella lotta alle frodi ed alla pirateria agroalimentare

Tecnologi Alimentari, Veterinari, Biologi, Avvocati e Investigatori Pubblici e Privati

Con il patrocinio della FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari e l’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio.

Roma, Auditorium UNICEF 12-13-14-15 Maggio 2014

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Il mercato alimentare nazionale ed europeo deve confrontarsi con la crescente apertura dei mercati 

99388422-310x207da un lato e le ripercussioni della crisi economica di questi ultimi anni, dall’altro. L’attenzione alla sicurezza alimentare, assunto a cardine politico della legislazione alimentare europea, ha imposto tanto all’operatore privato quanto alle pubbliche amministrazioni uno sforzo di formazione, addestramento e aggiornamento il cui assolvimento è esiziale nell’ambito di una concorrenza sempre più ferrea, sofisticata, spesso scorretta.

L’inasprimento delle condizioni di mercato, anche alimentare, rende poi ancora più inaccettabili, per il consumatore, l’operatore professionale e l’autorità pubblica, il permanere di situazioni di illiceità che pregiudicano le condizioni minime di garanzia di salubrità alimentare e concorrenza leale. Il consumatore, infatti, è esposto all’uso di prodotti alimentari non in linea con standard minimi di sicurezza; l’operatore professionale diligente si trova a sopportare costi in termini di sicurezza e conformità del processo produttivo e del prodotto che competitori scorretti invece non conoscono. Infine lo Stato si trova frustrato sotto il profilo fiscale e sotto il profilo dei livelli di sicurezza che deve garantire ai propri consociati.

Inoltre, sul piano della credibilità dei marchi di garanzia della qualità, particolarmente rilevanti sul mercato agro-alimentari, il ruolo delle garanzie certificative connesse ai marchi DOP-IGP-DOC-DOCG può essere assicurato attraverso una sempre maggiore trasparenza del sistema e una preparazione degli operatori coinvolti nella individuazione, contestazione e repressione degli illeciti.

Le onerose responsabilità alle quali è chiamato oggi l’operatore del settore alimentare e anche l’addetto al controllo ufficiale rendono necessaria un’elevata professionalità, conquistata con una formazione continua, oltre che attraverso conoscenze, capacità analitiche e consapevolezza dei pericoli, attraverso le quali sapersi districare tra le disposizioni vigenti e le loro successive modificazioni.

D’altra parte, aziende private e consorzi devono sempre più frequentemente, avvalersi dell’ausilio di consulenti specializzati che abbiano adeguate competenze sia tecnico-scientifiche che normative grazie alle quali gestire i flussi e le produzioni presenti sul mercato alimentare, e che sappiano offrire un valido supporto giuridico e gli strumenti utili per assolvere correttamente gli obblighi normativi comunitari in tema di Sicurezza Alimentare e di liceità commerciale, anche in vista di un’efficace lotta alla pirateria agroalimentare.

Diventa, a tal riguardo, di fondamentale importanza il supporto offerto dalle Agenzie di Investigazione private, che, mediante le proprie procedure giuridico-operative, possono offrire azioni tempestive ed incisive nella lotta e contrasto alle frodi e contraffazioni dei prodotti e dei marchi, con una riduzione risolutiva dei tempi processuali per l’acquisizione degli elementi probatori, e conseguente vantaggio sia delle aziende che dei consorzi di tutela in campo agroalimentare e vitivinicolo per un’efficace azione giudiziaria, penale e civile a tutela dei danni subiti.

In questo contesto emergono come fondamentali le figure e le competenze professionali specialistiche del Veterinario e del Tecnologo Alimentare, le quali assumono una funzione fondamentale nel “ruolo tecnico”, a supporto delle Agenzie di investigazione, per l’accertamento e l’indagine nei diversi contesti e filiere agroalimentari.

Promuovere e favorire una costante ricerca scientifica e trovare nella legislazione quelle norme generali che lascino sufficiente spazio alla valutazione tecnica dell’organo di vigilanza e consentano flessibilità allo sviluppo di tecniche innovative e igienicamente conformi senza pregiudicare il livello di tutela del consumatore, diventa quindi un’esigenza sempre più impellente.

La legislazione comunitaria ha prodotto negli ultimi anni un quadro legislativo all’avanguardia che, se adeguatamente applicato dagli operatori pubblici e privati, consentirebbe una migliore performance sul mercato e il contrasto del mendacio commerciale e delle frodi sanitarie. Infatti l’intersecazioni tra requisiti comunitari e norme sanzionatorie nazionali, penali o meno, esige il rispetto delle prescritte procedure di accertamento e contestazione, mancando il quale, l’iter sanzionatorio, penale o meno, risulta inconcludente.

Da qui la necessità di creare un corso attraverso il quale consentire ai partecipanti, anche quattro giornate di formazione, di dotarsi di un proprio percorso logico-deduttivo coerente con la filosofia della sicurezza alimentare col quale raggiungere standard elevati di professionalità in campo tecnico e giuridico, ma soprattutto investigativo per la lotta alla frode e contraffazione nel settore vitivinicolo e agroalimentare in genere.

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Ecco come ti tarocco il pesce!

La contraffazione alimentare è da decenni una vera e propria piaga sociale, dove a pagare sono i consumatori con la loro salute.

Sui siti specializzati di oncologia è possibile constatare come i tumori siano in aumento anche tra i giovani; addirittura alcune previsioni catastrofiche prevedono che nei prossimi 10 anni, si ammalerà di cancro un cittadino su tre.pesce_articolo_irvea
Mai come ora, l’antico detto della Scuola di medicina Salernitana :”Noi siamo quello che mangiamo” può considerarsi attuale, visto che l’80% delle malattie sono dovute alla alimentazione.
Tutti quanti ci saremo sicuramente chiesti come mai 30-40 anni fa le persone si ammalavano di cancro molto raramente, mentre ora sembra quasi una normalità ricevere la notizia di qualche conoscente colpito da questa terribile malattia.
Una grossa responsabilità di quello che sta accadendo è a mio avviso da attribuire al modo errato di nutrirsi della società moderna, dove si va di fretta, si mangiano cibi precotti le cui sostanze nutritive sono ridotte, per ovvi motivi, all’osso e si cucina per guadagnare tempo con il microonde, che in pochi minuti distrugge tutte le vitamine degli alimenti (anche se nessuno lo dice), facendoci cibare di alimenti vuoti, privi di valori nutritivi.
Come se non bastasse, quasi il 100% dei prodotti alimentari in vendita nei supermercati sono arricchite di coloranti e conservanti che se assunti saltuariamente possono non arrecare danno al nostro organismo, ma se diventano un’abitudine giornaliera, portano nel lungo periodo inevitabilmente alla malattia.
Cosa dire, poi, della frutta e della verdura? Addirittura in base ad una direttiva europea di qualche anno fa è possibile far maturare artificialmente, con il gas etilene, anche alcune categorie di frutti definiti biologici!
Davanti a questi pericoli che tutti facciamo finta di ignorare, tanti consumatori si rifugiano nel pesce, sperando che almeno questo alimento non arrechi danni alla propria salute.
Anche in questo caso, però, la contraffazione è in agguato con i conseguenti pericoli per la salute.
A differenza degli additivi e dei coloranti presenti negli alimenti come il prosciutto, gli insaccati e i preconfezionati in genere, che comunque sono dichiarati in etichetta, parecchie sostanze utilizzate per i prodotti della pesca non sono dichiarate e, purtroppo, possiedono anche un discreto grado di tossicità.
Da anni, in Italia, i commercianti disonesti usano trattare il pesce con l’acqua ossigenata per ritardare la decomposizione e allungare la vita commerciale dei vari prodotti. Il fenomeno non dovrebbe essere isolato, visto che il Ministero competente ha emanato nell’Aprile 2010 una circolare che vieta espressamente questa procedura per il pescato.
La Circolare Ministeriale è la n°13093 del 29/04/2010, inerente al divieto di utilizzo di perossido d’idrogeno a contatto con il pesce destinato al consumo alimentare umano.
Nella circolare viene affermato con chiarezza che il perossido d’idrogeno, meglio conosciuto come “acqua ossigenata”, non essendo contemplato tra gli additivi alimentari autorizzati (ossia stabiliti dal D.M. N°209 del 27/02/1996 e successive modifiche), non può essere utilizzato.
Per “allungare” la vita commerciale dei pesci, però, il prodotto appena descritto è solo il male minore, visto che esistono altre sostanze molto più subdole e pericolose, che si sciolgono addirittura nel ghiaccio, divenendo irrintracciabili anche se si prelevano campioni per essere analizzati nei laboratori specializzati.
Una di queste è il CAFADOS, un prodotto che ha lo scopo di mascherare gli incipienti stati di alterazione dei prodotti della pesca . Questa sostanza viene mescolata al ghiaccio e pare non sia rilevabile nemmeno mediante analisi.
Il Cafados è salito agli onori della cronaca la scorsa estate, quando un’operazione dei benemeriti NAS, a Bari, ha condotto al sequestro di grosse partite di pescato trattate con questo prodotto chimico.
L´additivo veniva acquistato direttamente dalla Spagna prevalentemente tramite Internet. Per capire di cosa si tratta basta fare un giro su un sito di qualche multinazionale del settore: «Il cafodos ha un´azione sbiancante – scrivono – non aggiunge nessun tipo di odore o sapore. Niente».
Ma cosa comporta questa sostanza per la nostra salute?
Secondo ALBERTO Mantovani, tossicologo e ricercatore del dipartimento di Sanità Alimentare ed Animale dell’ Istituto superiore della sanità, intervistato tempo fa su Repubblica, “il cafados è un additivo che viene utilizzato per un motivo principale: riesce a dare una freschezza apparente al pesce. Cioè esternamente l’ alimento sembra di primissima scelta mentre all’ interno marcisce”.
Sono chiari, quindi, i pericoli che corrono tutti coloro che si alimentano di simili prodotti.
Secondo lo studioso, «alcuni tipi di pesce, e in particolare il tonno, le sardine, le alici e più in generale il pesce azzurro, hanno un tipo di composizione proteica tale che quando non sono più freschi sviluppano istamina. Nel caso di utilizzo del cafodos può essere messo in commercio un pesce molto vecchio che ha quindi sviluppato altissime quantità di istamina. Quantità tali da essere potenzialmente anche molto tossiche per l’ uomo».
Questi sono i rischi che tutti noi corriamo:
«Può dare avvelenamento acuto, però non serio. Diciamo un’ allergia violenta. Certo nei casi di pazienti particolari, come per esempio i cardiopatici, i problemi possono essere molto più gravi».
Il pericolo che viene da internet
La cosa che colpisce di questa sostanza è che viene liberamente venduta su internet da ditte europee.
Recentemente, navigando sulla grande rete alla ricerca di sostanze simili, mi sono imbattuto in un sito spagnolo che vende una miriade di prodotti per “taroccare” ogni tipo di pesce, dalle aragoste ai salmoni.
La cosa che mi ha colpito è la sfacciataggine con la quale nel sito vengono pubblicizzati i risultati che si raggiungono con ogni tipo di pesce.
Dalle mie parti si dice che se si vuole nascondere qualcosa a qualcuno, occorre mettergliela sotto gli occhi e non la vedrà!
Il sito http://www.lab-dpa.es/ fa esattamente questo: è reperibile su tutti i motori ricerca.
Mentre il cafados è un prodotto chimico nato per impieghi diversi da quello di “taroccare” il pesce, nel sito spagnolo i prodotti chimici vengono pubblicizzati proprio per lo scopo per il quale sono stati creati.
A questo punto viene spontaneo chiedersi quanti siano i commercianti italiani disonesti che usano le sostanze vendute in questo sito.
D’istinto potremmo rispondere che i prodotti vengono sicuramente acquistati in nero e che, quindi, è quasi impossibile scoprirlo.
Pensandoci bene, però, un modo ci sarebbe, ed anche abbastanza semplice.
Basterebbe solamente che i NAS contattassero i loro colleghi spagnoli per un controllo delle fatture della società che gestisce il sito internet.
La società spedirà sicuramente in Italia con fattura (anche se poi, per ovvi motivi, il documento fiscale finirà nel cestino della spazzatura) e, di conseguenza, dovrebbe essere abbastanza facile risalire ai commercianti furbi italiani.

Come tutelarsi

E’ inutile nascondere che davanti a questo tipo di contraffazioni siamo tutti impotenti.

I prodotti chimici di nuova generazione sono praticamente irrintracciabili e l’unico modo per individuarli sono solo le perquisizioni delle barche e dei magazzini alla ricerca dei bidoni contenenti queste sostanze chimiche.
I sequestri operati dai NAS in Puglia lo scorso anno sono stati effettati dopo che qualche cittadino è finito all’ospedale.
All’epoca sotto accusa finirono alcuni stabilimenti di trasformazione in Puglia (Bisceglie, Gravina, Altamura) e a Ferrara.
Ma la grande preoccupazione è che il pescato venga “trattato” addirittura sui pescherecci.
Inutile è il metodo del controllo del cristallino, utile invece per scoprire la truffa del pesce scongelato spacciato per fresco.
Attualmente l’unico modo per contrastare questo fenomeno che mette a repentaglio la salute dei consumatori, è quello di individuare su internet tutti i siti web stranieri che vendono questi prodotti, e poi, attraverso le polizie degli stati interessati, acquisire le fatture delle merci spedite in Italia, individuando in questo modo tutti coloro che li utilizzano in maniera fraudolenta .
Pensandoci bene, questo è l’unico modo per contrastare questo mercato.

Piero Nuciari
www.pieronuciari.it

Lettera Aperta – La Sicurezza Alimentare e le armi spuntate per l’attività di vigilanza dei Consorzi di Tutela

Ci scusiamo ma il corso “FUTURO E CREDIBILITÀ’ PER PRODOTTI E MARCHI A DENOMINAZIONE D’ORIGINE-LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE ARMI SPUNTATE PER LE ATTIVITÀ DI VIGILANZA DEI CONSORZI DEPUTATI ALLA TUTELA” viene temporaneamente sospeso, a causa di oggettive interferenze di “enti e associazioni di parte”, che immotivatamente “suggeriscono” agli interessati, la “inopportunità” della partecipazione all’evento: interferenze evidentemente finalizzate alla limitazione all’accesso e conoscenza degli argomenti di cui al programma.

Il 7 Febbraio, a Roma, presso l’Auditorium UNICEF, l’incontro “La Sicurezza Alimentare e le armi spuntate per l’attività di vigilanza dei Consorzi di Tutela / DOP e DOCG – IGT – STG”.

agenti vigilatori - ispettori - auditorsL’incontro nasce dall’esigenza di rafforzare la tutela e la credibilità dei prodotti a indicazione e denominazione di origine in special modo nei mercati esteri, UE ed extra UE anche attraverso l’apporto attivo ed esteso dei soggetti protagonisti del settore: condizione indispensabile per interventi focalizzati ed azioni condivise, efficaci ed incisive con particolare riferimento alla Sicurezza Alimentare. 

L’ approfondimento verterà sui nuovi possibili strumenti di accertamento e indagine necessari per una valida azione di contrasto e lotta alla contraffazione dei prodotti e dei marchi dell’agroalimentare, affidati oltre che agli Organismi Pubblici di Controllo ed ai vari corpi di Polizia, anche a quelli ausiliari di Pubblica Sicurezza – pubblici e privati, agli Organismi di Certificazione ed ai Consorzi di Tutela, coi propri Agenti Vigilatori.

Obiettivi ambiziosi che richiedono l’apporto di tutti coloro i quali hanno a cuore la reputazione del Made in Italy e dei prodotti e dei Marchi a Denominazione di Origine e Identificazione Geografica e in Italia e all’estero.

Ci preme sottolineare che la condizione essenziale affinché quanto sopra possa realizzarsi è la sinergia tra gli organi deputati al contrasto della contraffazione, tra gli operatori di settore ed i Consorzi di Tutela. Questa l’ottica che ha ispirato la programmazione delle giornata di incontro, questa l’ottica che speriamo vorrà animare i partecipanti.

Clicca qui e scarica il programma e il modulo di iscrizione

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FUTURO E CREDIBILITA’ PER PRODOTTI E MARCHI A DENOMINAZIONE D’ORIGINE

“…chi non sa difendere il proprio bene,
non può pensare di conservarlo…”

Ci scusiamo ma il corso “FUTURO E CREDIBILITÀ’ PER PRODOTTI E MARCHI A DENOMINAZIONE D’ORIGINE-LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE ARMI SPUNTATE PER LE ATTIVITÀ DI VIGILANZA DEI CONSORZI DEPUTATI ALLA TUTELA” viene temporaneamente sospeso, a causa di oggettive interferenze di “enti e associazioni di parte”, che immotivatamente “suggeriscono” agli interessati, la “inopportunità” della partecipazione all’evento: interferenze evidentemente finalizzate alla limitazione all’accesso e conoscenza degli argomenti di cui al programma.

LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE ARMI SPUNTATE PER LE ATTIVITÀ DI VIGILANZA DEI CONSORZI DEPUTATI ALLA TUTELAtondo_rosso_ITA

I REATI ALIMENTARI, I FLUSSI DI IMPORTAZIONE, IL FALSO DOCUMENTALE E LE GARANZIE A TUTELA DEI MARCHI E DELLA SALUTE PUBBLICA TRA FATTO, DIRITTO E LIBERO MERCATO

I recenti programmi televisivi e le notizie apparse su molti organi di stampa fanno emergere la necessità di intervenire concretamente per dare nuova fiducia ai prodotti ed ai Marchi a Denominazione di Origine ed al Made in Italy agroalimentare più in generale.

Al fine di evitare un possibile effetto “domino”  sulla reputazione delle aziende e dei relativi marchi si rende opportuno attuare, senza indugio, un rigido piano di tutela, con azioni incisive, trasparenti e credibili.

A Roma presso l’Auditorium Unicef di via Palestro, è in programma il 7 Febbraio 2014 un incontro di formazione, informazione ed aggiornamento per tutti gli operatori del settore, per fare luce sulle tematiche afferenti la tutela dei prodotti agroalimentari del Made in Italy e a Denominazione d’origine certificata,
le attività di controllo sui flussi delle importazioni per la “nazionalizzazione” dei prodotti, il falso documentale e le azioni per la lotta alla contraffazione dei prodotti agroalimentari certificati e dei marchi comunitari e aziendali in Italia e all’estero.

Particolare attenzione verrà posta sulla Sicurezza Alimentare e la tutela della salute pubblica, con un quadro competo sui possibili rischi sanitari, dai possibili nuovi casi di vino al metanolo, di latte alla melamina o di diossine presenti nel prodotto primario.

L’esiguo numero di operatori degli Organismi Pubblici di Controllo non è sufficiente a garantire una valida lotta alla frode e contraffazione del prodotto e dei marchi, d’altra parte l’utilizzo delle competenze degli Agenti Vigilatori dei Consorzi di tutela potrebbe essere un valido supporto per le attività di tutela, vigilanza, controllo, verifica e acquisizione di documenti e informazioni presso tutti i soggetti coinvolti a qualsiasi titolo nella produzione, commercio e trasporto del prodotto tutelato.

In quest’ottica una rappresentanza di Agenti Vigilatori con pluriennale esperienza nel contesto, relazionerà su: “I problemi, le problematiche, le difficoltà operative e funzionali degli Agenti Vigilatori nell’espletamento dei servizi di tutela”.

Saranno inoltre approfondite le tematiche sul ruolo, i compiti, le funzioni operative ed il riconoscimento giuridico delle diverse tipologie di Agenti Vigilatori dei Consorzi di tutela e le modalità di intervento degli stessi nei vari ambiti della filiera produttiva e commerciale; funzioni, in taluni casi relegate alla sola funzione di segnalazione o di rilevamento prezzi presso le strutture commerciali.

Verranno analizzati i compiti e le responsabilità oggettive del personale ispettivo, degli auditors e degli Organismi di Controllo e Certificazione, oltre alle problematiche attuali del settore e della necessaria tutela e rivalutazione della credibilità non solo del marchio comunitario, ma sopratutto dei brand aziendali.

L’incontro che nasce dall’esigenza di dare nuova forza e credibilità ai prodotti a indicazione e denominazione di origine, in particolar modo sui mercati esteri, anche attraverso azioni condivise tra tutti i soggetti attivi e gli operatori del settore, ha l’obiettivo di far luce sui nuovi strumenti di accertamento e indagine per una valida azione di contrasto e lotta alla contraffazione dei prodotti e dei marchi dell’agroalimentare mediante l’intervento degli Organismi Pubblici di Controllo e dei vari corpi di Polizia, quelli ausiliari di Pubblica Sicurezza – pubblici e privati, gli Organismi di Certificazione ed i Consorzi di Tutela, anche attraverso i propri Agenti Vigilatori.

La condizione essenziale affinché quanto sopra possa realizzarsi è la sinergia tra gli organi deputati al contrasto della contraffazione, tra gli operatori di settore ed i Consorzi di Tutela, che proprio in quest’ottica sono stati invitati ad intervenire.

L’incontro, aperto a tutte le figure operanti a qualsiasi titolo nei vari segmenti delle filiere, dalla produzione alla commercializzazione ed il controllo, e si prefigge di trasferire adeguate competenze giuridiche, operative e commerciali a:

• gli Agenti Vigilatori dei Consorzi di Tutela ed agli ispettori, auditor e vari operatori degli Organismi di Controllo e certificazione,

• agli operatori degli Organismi Pubblici di Controllo, Ufficiali e Agenti di P.G e di P.S. dei vari corpi di polizia;

• a tutte le figure aziendali, dalla produzione al commercio,oltre che al personale addetto al Controllo di Qualità aziendale.

Clicca qui e scarica il programma e il modulo di iscrizione