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TORCETTI D’AGLIÈ

Si ha traccia dei “torchietti” (per la forma attorcigliata) già nel libro “Confetturiere Piemontese” nel 1790. torchietti
Successivamente vengono descritte le ricette nel “Trattato di cucina e pasticceria moderna” del 1854 in uso nelle cucine della famiglia Reale Sabauda.
Si narra che l’invenzione fu di un panettiere di Agliè, a cui, mentre impastava il pane, avanzò della pasta che decise di mescolare con burro e uova. Come si accorse che piacevano, pensò bene di ingraziosirli passandoli nello zucchero o nel miele.
I torcetti si diffusero velocemente, venivano preparati nei forni comuni a legna del paese, ove un tempo tutte le famiglie portavano a cuocere il pane: generalmente venivano posti sulla bocca del forno, in attesa che questo fosse sufficientemente caldo per infornare il pane.
Con il passare del tempo il prodotto subì una trasformazione e, da grosso torcetto di pane, si rimpicciolì fino alla forma attuale. La consistenza della pasta si fece più leggera e la superficie divenne lucida attraverso la pennellatura con acqua e zucchero semolato.
I “torchietti” di Agliè arrivarono ben presto a deliziare i palati degli abitanti di tutta la Regione. Nel corso degli anni in Piemonte è infatti diventata un’abitudine quella di degustare questo dolce con qualsiasi bevanda e a qualsiasi orario.
Attualmente il torcetto è inserito nella categoria dei biscotti da tè e, con la valorizzazione dei vini autoctoni del Canavese, il torcetto diventa amabile nell’accompagnare un bicchiere di passito di Erbaluce di Caluso.
Andrea Giovetti, pasticcere di San Giorgio Canasese, comune confinante con Agliè, propone attraverso l’unione di due ingredienti tipici del territorio, “il torcetto al Passito di Giovetti”. L’idea è di inserire nell’impasto ancora originale dell’epoca il vino passito di Caluso, vitigno autoctono del Canavese.
L’idea piace e conquista tutto il territorio nazionale.
Andrea Giovetti e la sua Pasticceria sono una esempio pratico di valorizzazione di prodotti enogastronomici d’eccellenza e del contributo che questi possono dare su un territorio caratterizzato da una realtà economica, quella Canavesana, in forte crisi poiché legata a singole produzioni industriali.

Ecco una ricetta per chi volesse dilettarsi a farli:
Ingredienti per 15- 20 torcetti
½ Kg. di farina 00
280 ml di acqua calda
1 tazza di zucchero da cospargere sui torcetti
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
200 g di burro
25 g di lievito di birra
Preparazione. Sciogliere il lievito in cinque cucchiai di acqua tiepida insieme allo zucchero e al sale e versare sulla farina precedentemente setacciata e lavorando a mano eseguendo il classico movimento rotatorio fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che lasceremo lievitare in una ciotola coperta da uno strofinaccio per un’ora. Si dispone, quindi, l’impasto sul tavolo da lavoro infarinato per aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente e si rimpasta il tutto per 10 mm.. Si lascia lievitare per ancora un’ora. Sul tavolo riversiamo, in un angolo, lo zucchero semolato. Si riprende l’impasto e lo si taglia in piccoli pezzi da cui vengono ricavati tanti bastoncini di pasta dello spessore di un dito e della lunghezza di 10-12 cm. Si passa ogni rotolino nello zucchero e si uniscono le due estremità per dare la forma al torcetto. Si dispongono i dolcetti su una teglia rivestita con della carta forno e si infornano a 220 gradi per circa 15 mm.

Luciano Napolitano
di Luciano Napolitano