Mese

Novembre 2013

Grana (grossa) per palati fini

Grana, al femminile, è un grattacapo, una seccatura, una rogna, un grosso problema insomma. Ma al maschile il grana, dal latino granum (chicco) cioè di grana grossa, è il formaggio più noto e diffuso al mondo (così insiste uno slogan), certamente è unico soprattutto per la sua utilizzazione in cucina. Come antipasto con il grissino o il crostino caldo o le bruschette, o le tartine, poi in tutte (o quasi) le paste, i risi, le minestre, le zuppe, dentro mille piatti, per essere, da solo, perfino squisito secondo, accompagnato da delicate marmellate di ortaggi o come contorno con le verdure, e ancora nelle insalatone con la frutta, nelle pizze. E la polenta con qualche boccone di grana appena staccato e basta?

Suap e semplificazioni in materia di Commercio e Mercati: Stato e Regioni fanno il punto della situazione

In un periodo di relax, tra un Camilleri e le ricette di Benedetta Parodi, mi è d’obbligo (o quasi) dedicare un’oretta alla lettura di due distinti documenti: uno redatto dalla Conferenza delle regioni ed uno dal Ministero dello sviluppo economico. Ovviamente nulla mai è indispensabile, ma chi desidera avere il polso della situazione su come sta andando il mondo, non può trascurare le dettagliate analisi svolte sul processo di semplificazione attuato in questi ultimi anni e su pregi e virtù di questa prima fase attuativa dei SUAP.

Bellezze e bontà di Torino e …

Prima capitale d’Italia dove, durante il Risorgimento, nei suoi locali storici e ancora ben tenuti, si discuteva di come fare l’Italia. Ricca di monumenti, di regge, di castelli e di una provincia attraversata da pianure, laghi, e colline che si spingono fino ad incontrarsi con le Alpi. Spiritualità, cinema, bellezze naturali, profumi: sono solo alcune componenti di itinerari che vanno dalla cultura alla natura imponente, passando attraverso percorsi enogastronomici di qualità, varietà e unici nei loro sapori. Territorio ricco di tradizioni millenarie dove un viaggio diventa qualcosa di speciale.

Mercato del Riso

Oggi il mercato del riso in Italia è distinto in due grandi segmenti: • quello del riso bianco tradizionale (75% circa del mercato del riso confezionato) sostanzialmente stabile • quello del riso che non scuoce (parboiled), ora al 25%, in forte crescita nel corso degli ultimi anni. Accanto a questi, si affiancano alcune nicchie di mercato: • il riso integrale o integro • i risi esotici (Basmati, Long and wild) • i cosiddetti “prodotti servizio” (come il riso a rapida cottura disidratato). Il riso parboiled viene ottenuto attraverso trattamenti che consentono da un lato l’allontanamento degli strati più esterni, ma contemporaneamente lo spostamento di nutrienti essenziali (quali le vitamine del complesso B) verso le parti più interne del chicco. Questo prodotto è pertanto il risultato di un arricchimento, di cui possono avvantaggiarsi le popolazioni la cui alimentazione è basata quasi esclusivamente sul riso “brillato” e che, ancora oggi, proprio per questo motivo, ammalano di “beri beri”, caratterizzato da gravi disturbi a carico del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare, del ricambio idrico e dell’apparato digerente.
In evidenza

l controlli commerciali presso una pescheria

Come tutti sapranno il pesce è un alimento estremamente deperibile, molto più della carne: se conservato a temperatura ambiente si danneggia in breve tempo diventando immangiabile. Il processo di deperimento è causato da enzimi e batteri che sono già presenti nel pesce vivo; la loro azione può però essere efficacemente ritardata dal freddo. Quindi la prima cosa da esaminare durante il sopralluogo commerciale è la temperatura alla quale vengono conservati i prodotti della pesca, visto che per il consumatore è decisamente sconsigliabile l’acquisto di pesce che sia stato conservato a lungo in banchi non refrigerati e, magari, esposti al sole.

A Todi una dimora da sogno

n cima a un colle, ai piedi di Todi, c’è un antico borgo in cui la ristrutturazione accurata portata avanti dai proprietari ha permesso di realizzare un luogo sospeso fra medioevo e modernità. Un gioco di equilibri che sorprende e coinvolge, mantenendo intatto il fascino del luogo.

Il Pesce nel golfo di Terracina

Il mese di ottobre, è stato come da normativa del Ministero delle Politiche agricole e forestale è il mese preposto al fermo pesca obbligatorio per le imbarcazioni che effettuano la raccolta, in predominanza a strascico. Tale fermo è fondamentale per il rigeneramento della fauna ittica che popola i nostri mari e che, in seguito al periodo estivo di deposizione permette l'accrescimento del novellame. Le acque antistanti la pianura pontina sono un concentrato di vita che da sempre fornisce materiale ittico di importante valenza nutrizionale ma in particolar modo, commerciale. La pesca nel tirreno rappresenta infatti una punto fondamentale dell'economia pontina. Pescatori da sempre, gli abitanti di queste terre hanno cercato tra le risorse che il mare offriva tutti gli elementi per commerciare e rendere eccellenti questi prodotti in Italia e all'estero.

Come si garantisce la qualità nei Trasporti navali agroalimentari

L’avvento del contenitore, a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso, ha inevitabilmente portato ad un processo di “omogenizzazione” nelle modalità del trasporto via mare ; quasi come se la tipologia di merce trasportata non interessi più; questi grossi scatoloni metallici, infatti, grazie alle loro caratteristiche standard, rendono sotto molti punti di vista identica l’operazione del trasporto a prescindere da ciò che contengono. Enormi sono state le ricadute di questa innovazione in termini logistici e ancor più economici : si pensi solo alla differenza che passa tra uno stivatore che trasporta, a spalla, un sacco di merce dalla stiva della nave fino a sottobordo ed una gru di banchina che in meno della metà del tempo sposta un contenitore con una quantità di merce 200 volte maggiore

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